Treviso si riprende lo scudetto del rugby

Partita decisa dai calci: Marcato azzecca tutto, Kruger tradisce Calvisano

Paolo Bugatto

da Monza

La forbice che "scuce" il primo scudetto conquistato lo scorso anno dal Calvisano, si chiama Herkie Kruger. Il sudafricano sbaglia tutto quello che è possibile sbagliare. Lascia quindici punti sui calci da fermo e regala al Benetton il dodicesimo scudetto della sua storia. A Monza, finisce 17 a 12 al termine di una sfida che ha visto Treviso limitarsi alle cose semplici: vale a dire conquista e utilizzazione. Sono le chiavi di una partita che probabilmente avrebbe potuto avere storia diversa se Cavinato avesse potuto schierare Nicky Little, il figiano sbarcato a Calvisano proprio per le discutibili doti balistiche di Kruger. E allora la partita la gioca e la vince Andrea Marcato, l'ex petrarchino voluto alla corte trevigiana per non far rimpangere troppo un monumento come il sudafricano Smith.
Strategia semplice con il Benetton che in attacco sfrutta al meglio la cerniera Marcato-Goosen per mettere pressione sulla prima linea di difesa del Calvisano. E al primo errore sulle fasi statiche, non perdona. Intoppa regala in rimessa laterale un pallone d'oro che Wentzel recupera volando fino ai piani alti e che Marcato trasforma attaccando magistralmente uno spazio colpevolmente aperto tra le maglie della difesa bresciana. Poi l'evoluzione della manovra per linee esterne è da manuale con Stuart Legg che deve solo spingere sull'acceleratore per trovare aperta la strada verso una meta pesante come il piombo.
La risposta del Calvisano vive sul pacchetto ma si infrange nella gabbia preparata da Green attorno ai raggruppamenti. Per far punti la squadra di Cavinato si affida al piede di Kruger. Punti che all'inizio permettono di mantenere Calvisano in linea di galleggiamento ma che non annullano il gap congelato da Marcato con altri due piazzati. Qualche errore e soprattutto qualche fallo di troppo finisce per mettere il Calvisano nelle condizioni migliori per ribaltare il vantaggio trevigiano. Ma è Kruger dalla piazzola a tradire.
La ripresa si apre ancora con il duello balistico tra i calciatori. È Marcato a tenere in piedi il gigante biancoverde, mandando chiari messaggi al cittì Berbizier. Mentre dall'altra parte Kruger continua a mandare alle ortiche ogni occasione che gli passa tra i piedi. Cinque errori pesanti, quindici punti lasciati per la strada, numeri inaccettabili in una finale scudetto. I bresciani ci provano fino alla fine. Ma il Benetton controlla chiudendo con quella meta di Legg che alla fine fa la differenza. Poi, dopo il triplice fischio finale dell'arbitro Damasco, sul campo si consuma la vendetta con un diretto che arriva a colpire il volto di Paolo Vaccari. A tirarlo un giocatore del Benetton, presente sul terreno di gioco ma non nella lista di gara. Vecchie ruggini lasciate in sospeso e saldate indecorosamente al termine di una finale che certo dopo la premiazione non verrà ricordata per il fair play.