Leggi il settimanale

L’udienza per la banda: cercano di ottenere i domiciliari

Il Riesame analizzerà domani le posizioni degli esecutori. È caccia ad eventuali altri responsabili

L’udienza per la banda: cercano di ottenere i domiciliari
00:00 00:00

Sperano nel Riesame per uscire dal carcere di Rebibbia e ottenere i domiciliari. Domani è fissata l’udienza sulle richieste presentate dagli avvocati della banda di Avellino. Quella che materialmente, secondo i pm di Roma, avrebbe eseguito l’attentato a Sigfrido Ranucci piazzando un ordigno fuori da casa sua il 16 ottobre scorso, su mandato del faccendiere Valter Lavitola e del suo factotum, il camerunense Gomes Clesio Tavares.

Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, legali di Pellegrino D'Avino, della compagna Marika De Filippis - unica ai domiciliari di Saverio Mutone e Antonio Passariello puntano a ottenere per i loro assistiti una misura meno afflittiva vista la distanza temporale dai fatti contestati e visto che sono tutti incensurati tranne Passariello, soggetto di elevato «spessore criminale» secondo il gip. Per De Filippis, tenuto conto anche del suo stato di gravidanza, chiedono l’applicazione di una misura alternativa ai domiciliari, come l’obbligo di firma. L’intento delle difese ora è quello di «livellare» le posizioni dei presunti esecutori materiali dell’attentato con quella del presunto mandante Lavitola, indagato per strage aggravata dal metodo mafioso eppure a piede libero. Ma mirano anche a far derubricare l’aggravante del metodo mafioso, visto che, fanno notare, non solo manca il perimetro del movente, ma non c’è alcun collegamento tra gli indagati e i clan di camorra. E visto che la giurisprudenza sull’aggravante mafiosa non è univoca.

Il gruppo, emerge dagli atti dell’inchiesta, sarebbe stato assoldato di volta in volta per «incarichi delittuosi» su commissione, ma non sarebbe stato affiliato ai clan. A differenza del camerunense Gomes Clesio Tavares, tuttora nel Paese africano, che per i pm sarebbe un soggetto «intraneo» al clan camorristico Russo. Saranno ore decisive però anche per l’analisi dei dispositivi di Lavitola sequestrati dai pm.

Due chiavette usb e tre telefoni cellulari, contenenti alcune chat di interesse investigativo per ricostruire i rapporti con il suo factotum Tavares e con eventuali altri soggetti non identificati. I magistrati puntano a capire se vi siano altre persone coinvolte nella progettazione dell’attentato. E di un certo interesse vengono considerati anche i sondaggi che Lavitola aveva predisposto per testare il gradimento politico di Ranucci in una sua eventuale discesa in campo (possibilità sempre respinta dal conduttore). Quei documenti sono finiti agli atti del fascicolo.

Dalle carte dell’inchiesta emergono anche le molte piste battute scrupolosamente in questi mesi dagli inquirenti, comprese le possibili ritorsioni per le inchieste di Report, in

particolare per quella sul cantiere navale Vittoria ma non solo. Accertamenti che però non hanno portato a riscontri. Fino a quando è spuntato il nome di Lavitola, e lì si è aperta un’altra strada. Forse quella decisiva.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.

A partire dal 23 luglio sarà necessario aggiornare la password del tuo account.
Segui la procedura guidata "Hai dimenticato la password?", tutti i dati e le informazioni del tuo profilo rimarranno invariati.

A partire dal 23 luglio sarà necessario aggiornare la password del tuo account.
Segui la procedura guidata "Hai dimenticato la password?", tutti i dati e le informazioni del tuo profilo rimarranno invariati.

Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica