Un pool di banche pronte a mettere sul piatto 15 milioni di euro per aiutare le aziende di Sestri Levante a superare il momento di grave crisi economica. Massimo Sivori, candidato sindaco sostenuto da una lista civica omonima - a cui presto se ne aggiungeranno altre due, collegate rispettivamente al centrodestra e ad alcuni dissidenti del Pd - punta sui temi del lavoro per rilanciare la Bimare. Un'iniziativa, chiamata «Sos imprese», che rappresenta il suo cavallo di battaglia per entrare nel feudo rosso dalla porta principale: «Il Comune - spiega Sivori - avrà un ruolo di check preventivo, ovvero dovrà presentare a questo gruppo bancario le imprese giudicate meritevoli di un sostegno».
Presidente del Consiglio degli ordini degli agenti di cambio su incarico congiunto dei Ministeri del Tesoro e di Grazia e Giustizia, Sivori ha 52 anni, è sposato da 24 e ha due figli; laureato in giurisprudenza, è stato procuratore alla Borsa Valori. Oltre a «Sos Imprese» il suo programma per salvaguardare l'occupazione in città passa da una mossa anti-speculazione: «Se eletto - promette - metterò il vincolo assoluto sulle aree utilizzate dalle grandi industrie. L'eventuale modifica della destinazione d'uso sarà decisa esclusivamente dai cittadini attraverso un referendum popolare».
Attenzione alta anche verso i ragazzi, «potenzieremo lo sportello Infogiovani», e per le piccole imprese: «Penso ad alcune agevolazioni, come la riduzione dell'Imu e della tassa sui rifiuti; questo anche per attirare nuove attività sul territorio».
La sua discesa in campo ha sorpreso: «A chi mi ha chiesto di fare questo passo ho fissato due paletti inderogabili, ovvero nessun simbolo di partito e autonomia totale sulla scelta delle persone che si candideranno nelle liste a supporto». Nemmeno il tempo di finire una campagna elettorale, dunque, che la Bimare si prepara alle comunali del 26-27 maggio.
L'Sos imprese di Sivori per rilanciare Sestri Levante
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