Un omaggio a Oriana Fallaci nel giorno del suo compleanno. Un modo per ribadire "la fedeltà ai principi dell'Occidente" nel momento in cui la navigazione si fa sempre più tempestosa e quello che sembrava scontato non lo è più. Giorgia Meloni scrive un post su X ed è l'occasione giusta per ricordare la grande intellettuale toscana, ruvida e politicamente scorretta. Le parole della premier diventano una sorta di manifesto, una rivendicazione di appartenenza e di orgoglio mentre i venti impetuosi della discordia squassano quella che prima era una comunità compatta.
Il 29 giugno Oriana avrebbe compiuto 97 anni. E allora "viene naturale - afferma Meloni - tornare a uno dei temi che ha attraversato gran parte della sua attività di giornalista e scrittrice, e che oggi appare più attuale che mai: il destino dell'Occidente e della sua identità. L'Occidente - osserva la premier - non è soltanto uno spazio geografico o un sistema di alleanze". No, l'Occidente è altro, è molto di più e la premier lo sottolinea con forza, come un monito: "È una civiltà costruita nei secoli attorno alla libertà, alla dignità della persona, alla democrazia e al diritto. Un'eredità che appartiene a popoli diversi, ma legati da valori comuni". La civiltà greca e quella latina, la filosofia e la democrazia ateniese, il cristianesimo che irrompe dentro questo orizzonte: abbiamo nel nostro zaino mappe e valori unici e insostituibili.
"Possiamo avere idee e interessi differenti - prosegue la premier. - E possiamo discutere e confrontarci: è la forza della democrazia. Ma c'è qualcosa che viene prima di ogni distinguo: la consapevolezza di appartenere ad una stessa civiltà e la responsabilità di custodirla". È il punto fondamentale del ragionamento della leader di Fdi: quello che ci tiene insieme va oltre le contingenze, va oltre le rivalità, le gelosie e le strategie; qualcosa che non può essere messo sul mercato o dentro una trattativa perché parliamo di almeno venticinque secoli di storia e di conquiste che hanno dato quel tratto alla civiltà occidentale.
Certo, Meloni si guarda intorno con preoccupazione e inquietudine: "Viviamo un tempo segnato da guerre, instabilità e profondi cambiamenti. Le grandi sfide del nostro tempo non ci chiedono di essere tutti uguali. Ci chiedono di restare uniti e fedeli a ciò che siamo. Perché gli scenari mutano, i governi si alternano, il mondo evolve. Ma ciò che non può cambiare - conclude Meloni - è la fedeltà ai principi che hanno fatto dell'Occidente la più grande esperienza di libertà della storia". Insomma, in una stagione in cui divisioni e spaccature sembrano disgregare il tessuto comune, Meloni fa appello alla lezione della grande autrice fiorentina per riaffermare invece il Dna dell'Occidente, la bussola che ci permetterà di superare - questo il senso - tensioni, criticità, punti di vista diversi e opposti.
L'Occidente ha dentro di sé la formula per sopravvivere a qualunque rivolgimento. Basta essere fedeli a quei princìpi, princìpi costitutivi e dunque condivisi, comunque la si pensi su questa o quella questione. È l'insegnamento della Fallaci.
È la certezza di Giorgia Meloni che per fortuna va ben oltre le dispute con l'altra sponda dell'Atlantico. E pure il vicepremier Matteo Salvini le fa gli auguri con una riflessione in più: "Che senso ha rispettare chi non rispetta noi? Che senso ha difendere la loro cultura quando essi disprezzano la nostra?".