Era stato l'unico, tra i calciatori italiani citati dal Giornale come frequentatori del giro di escort allestito nei locali della movida milanese, a chiedere che il suo nome venisse oscurato in nome della privacy. Adesso il difensore dell'Inter Alessandro Bastoni è il primo, nel lungo elenco di giocatori di serie A individuati dalla Guardia di finanza come utenti del sistema, a finire nel registro degli indagati. Il motivo è semplice. Nelle indagini condotte dalla Procura di Milano, agli altri vip del pallone non vengono contestati reati perché frequentano donne giovani ma maggiorenni e consenzienti. Invece Bastoni è accusato di avere incontrato una ragazza sotto i diciotto anni, "dietro il versamento del prezzo della prestazione sessuale e dell'organizzazione dell'incontro". Ne era pienamente consapevole, tanto che nelle chat lui e il suo "fornitore" la indicano come "la minorenne", ma anche se non lo avesse saputo, per la legge è colpevole lo stesso del reato che gli viene contestato dal procuratore aggiunto Bruna Albertini: utilizzo della prostituzione minorile. Pena prevista, da sei a dodici anni di carcere. Fonti legali vicine al calciatore escludono ci siano mai stati pagamenti e quindi non si potrebbe parlare di prostituzione. Inoltre all'epoca dei fatti Bastoni aveva 20 anni, solamente 3 in più della ragazza.
Sabato scorso, quando Repubblica e il Giornale avevano pubblicato le chat - riportate in un provvedimento del tribunale del Riesame - che chiamavano in causa come cliente della escort under 18 un giocatore indicato semplicemente come B.A., senza specificare il club di appartenenza, era solo un'ipotesi che si trattasse di Bastoni: il laterale nerazzurro, fino a ieri, era solo uno dei tanti clienti del giro di escort organizzato, secondo i pm da Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, da brillanti imprenditori della movida milanese. Ma ora la Procura esce allo scoperto con l'invito a comparire per venerdì notificato al calciatore: B.A. per i pm è Bastoni.
A dimostrarlo sono sia le conversazioni whatsapp in cui appare direttamente, e si scambia messaggi con Alessio Salamone, uno dei procacciatori di ragazze, sia i messaggi di altri in cui viene citato con nome e cognome. Il 22 giugno 2020 Bastoni convoca un po' di ragazze (anche se, specifica, "stasera non posso scopare") ma si raccomanda la discrezione, "deve tacere tutto, non lasciamo tracce". Il 9 luglio Salamone lo avvisa che gli porta tale M. ("all'epoca minorenne", si legge negli atti) specificando "la minorenne ti vuole chiavare". Alla cena a base di sushi, pagata da Bastoni, partecipano anche due amici del calciatore: che "palesa chiaramente di voler avere rapporti sessuali già a partire dal post cena" nell'abitazione della Ronchi a Cinisello Balsamo. A dimostrarlo, per gli inquirenti, è il messaggio di Bastoni a Salamone "ma lì ci sono posti per imboscarsi?". Salamone lo tranquillizza: "Sì qualcosa ci inventiamo, al massimo la porti a casa". Bastoni: "Abbiamo tre ore buone (...) ma a casa di là non c'è nessuno? O ci sono tutte le ragazze?", "No, non c'è nessuno". In un'altra intercettazione Bastoni dà all'amico il proprio indirizzo di casa, vicino al Meazza. Alle 2,40 di notte Salamone avvisa Bastoni che "sta arrivando Amanda", ma evidentemente è in arrivo anche M., perché alle 3,22 la Ronchi avvisa Salamone "stanno andando in appartamento", "digli che stacchi - risponde Salamone - gestisci.
Però la minorenne capisci cosa fa. Penso che dorma a casa di Bastoni". Dai primi accertamenti era sembrato che le chat non trovassero riscontri. Ma dopo gli ultimi sviluppi la Procura ha deciso di premere sull'acceleratore.