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Crisi delle bollette, ok Ue alla flessibilità per 14 miliardi. Meloni: "In Europa indichiamo la via". Il "no" al gas russo

Via libera di Bruxelles (che richiama l'Italia su fisco, salari e pensioni). Pichetto Fratin: "Rifornirsi da Mosca è un'idiozia e non abbatte i costi"

Crisi delle bollette, ok Ue alla flessibilità per 14 miliardi. Meloni: "In Europa indichiamo la via". Il "no" al gas russo
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È d'obbligo un passo indietro per capire davvero quanto lo scenario si sia ribaltato nell'ultimo mese e mezzo e con quanta determinazione l'Europa considerasse non percorribile la proposta di estendere la flessibilità già prevista per le spese di difesa anche a quelle per far fronte alla crisi energetica. Era il 23 aprile, infatti, quando nel corso del Consiglio europeo di Cipro Giorgia Meloni mise per la prima volta sul tavolo la questione. Incassando dai Ventisette un sonoro "no" che, seppure sottotraccia, emerse chiaramente nella conferenza stampa conclusiva che la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen tenne a Nicosia ("la sospensione delle regole di bilancio può scattare se c'è una recessione e questo, per fortuna, non è il caso"). Esattamente 41 giorni dopo il quadro si è completamente capovolto, con la Commissione Ue che ieri ha presentato il meccanismo che accorda agli Stati membri una "limitata flessibilità di bilancio" per le spese legate alla transizione energetica all'interno della clausola nazionale di salvaguardia per la difesa. La flessibilità non potrà essere usata per finanziarie il taglio delle accise su diesel e benzina, ma - viste le premesse - per Meloni è un successo. Che la premier rivendica: "L'Italia ancora una volta indica la strada". E questo, aggiunge, "vale anche per quello che è accaduto qualche giorno fa con l'accordo storico raggiunto sempre in Europa sul nuovo regolamento rimpatri".

Una partita, quella sull'energia, che si è giocata nel corso delle ultime settimane e su cui ha inciso da una parte il permanere del blocco di Hormuz e il conseguente inasprimento della crisi energetica e dall'altra il pressing costante su Bruxelles messo in atto da Roma: la lettera scritta da Meloni a von der Leyen, ma anche le interlocuzioni del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti al tavolo dell'Ecofin e la moral suasion del vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto con il suo collega Valdis Dombrovskis. E proprio il commissario all'Economia ieri ha annunciato il via libera alla flessibilità per "affrontare le sfide della crisi energetica", oltre a mettere sul tavolo un pacchetto di richiami per l'Italia che spaziano dai conti pubblici al fisco, dai salari alla povertà, fino alle pensioni e al mercato del lavoro. Quel che conta di più, però, è la conferma della possibilità di usare fino allo 0,3% del Pil all'anno nel 2026, 2027 e 2028, con un limite cumulato dello 0,6% nell'arco dei tre anni. Questo, spiega Meloni, "ci consentirà di spendere 14 miliardi di euro nei prossimi tre anni per mitigare l'impatto dell'aumento dei prezzi dell'energia che colpisce le famiglie vulnerabili, le imprese energivore e tutti gli italiani". Insomma, che l'Ue abbia dato il suo via libera è un risultato "estremamente importante". Soddisfatto anche Giorgetti, che rivendica come il governo abbia lavorato "in silenzio e con serietà". "Noi portiamo a casa i risultati, ma - dice - su questo dossier ci sono stati troppi gufi". Quanto ai paletti indicati dalla Commissione sull'utilizzo delle risorse, il ministro dell'Economia osserva che "i margini sono quelli di cui si sta parlando, non altri" e l'importante è "utilizzare bene le risorse" perché "si fa presto a buttare via i soldi". Il via libera di Bruxelles, gli fa eco il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, "rappresenta un grande successo del governo Meloni in Europa". L'Ue, aggiunge Fitto, dimostra di saper "rispondere con rapidità alle nuove sfide e alle priorità concrete dei suoi cittadini".

Resta escluso, invece, che il governo italiano possa aprire alle importazioni di gas russo per far fronte alla crisi. Interpellato sul punto mentre entra alla Camera, il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin è categorico. "Che ne pensa della proposta lanciata da Matteo Salvini?".

"Che è una stronzata perché - dice - costerebbe molto lo stesso, perché se importiamo dalla Russia, dagli Usa o dall'Algeria come incide il Ttf. Insomma, comprare gas da Mosca non la soluzione. Anzi, come direbbe Fantozzi, è una cagata pazzesca".

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