Camicia blu a maniche rimboccate e jeans, ieri mattina Matteo Salvini ha incontrato Mario Roggero al carcere di Bollate. Un faccia a faccia di un'ora. Con lui i deputati del Carroccio Luca Toccalini e Fabrizio Cecchetti. In serata risponde alle domande del Giornale.
Ministro Salvini, partiamo dalla genesi del caso Roggero. Se il gioielliere fosse stato condannato a 3-4 anni di carcere, ci sarebbe stato lo stesso clamore?
"È evidente che una condanna a 14 anni e 9 mesi abbia colpito profondamente l'opinione pubblica. Una pena del genere, per un uomo di 72 anni, significherebbe di fatto trascorrere il resto della propria vita in carcere. Noi faremo di tutto perché non sia così! Stiamo parlando, infatti, di un marito, un padre, un nonno, un lavoratore onesto che ha sempre rispettato le regole. Credo che gli italiani abbiano percepito una sproporzione tra quello che è accaduto quel giorno e la severità della pena. Ed è per questo che oggi tanti sentono il dovere di stargli vicino".
Se lei fosse stato il giudice, lo avrebbe assolto riconoscendo la totalità della legittima difesa o avrebbe rilevato una reazione eccessiva?
"Non voglio sostituirmi ai giudici. Ritengo che per condannare - o anche solo commentare, come avviene sui social in questi giorni - quello che è successo, bisognerebbe trovarsi in quei momenti. È facile ragionare con calma, dopo anni e davanti alle carte. Facile commentare e condannare su Instagram, stando in spiaggia o in salotto. Certa gente, e penso alla poco onorevole Salis, dovrebbe mantenere un dignitoso silenzio Una cosa è certa: se qualcuno non fosse entrato armato nel suo negozio, minacciando e aggredendo moglie e figlia, Mario Roggero non avrebbe mai sparato. Se non avesse temuto, per l'ennesima volta, per la propria vita, per quella di sua moglie e di sua figlia, non avrebbe reagito. Oggi ci sono tre gradi di giudizio e una sentenza definitiva, che va rispettata. Io però penso anche che vada accompagnata con umanità, facendo in modo che un uomo di 72 anni possa scontare la pena nel modo meno afflittivo possibile. Domiciliari, servizi sociali, lavori per la sua comunità: le alternative al carcere potranno essere tante".
Vi siete abbracciati due volte al carcere di Bollate. Che tipo di uomo si è trovato davanti? C'è già la corsa a dipingerlo come un violento dal grilletto facile.
"Nulla di tutto ciò. Ho trovato un uomo ovviamente provato da questa esperienza, ma lucido e con grande spirito e forza d'animo. Mi ha parlato tanto delle figlie e soprattutto dei suoi nipotini, il suo orgoglio e la sua preoccupazione. Faremo tutto quello che è possibile perché possa tornare a fare il nonno nella sua Alba. Ha smontato una per una le balle che si leggono su qualche giornale in queste ore su presunte aggressioni del passato: l'unico filo conduttore è sempre stata la difesa della vita dei suoi cari, se messi in pericolo, e del lavoro. Lavoro, fatica e ancora lavoro".
Quindici anni di carcere, l'abbandono della famiglia e dell'attività commerciale. Al di là del caso Roggero, quale è la sua posizione sulla detenzione per gli ultrasettantenni?
Penso che, superata una certa età, il carcere debba rappresentare un'eccezione, riservata ai soggetti realmente pericolosi per la collettività. Del resto, questo Governo ha già incentivato il ricorso alla detenzione domiciliare per gli ultrasettantenni proprio perché ci sono situazioni nelle quali la funzione della pena può essere garantita anche fuori dal carcere. Non penso certo che Mario Roggero rappresenti un pericolo per qualcuno. Ieri a Bollate parlavamo di un detenuto di 86 anni che aiuta in una parrocchia vicino al carcere; al di là delle colpe del passato, mi domando che senso possa avere tutto ciò. Mentre, a fatica, certi giudici mandano in carcere gente che spaccia droga e vende morte ai nostri ragazzi. Mah".
La nuova linea legislativa del governo: nessun risarcimento ai banditi colpiti dalla reazione della vittima. Perché ci è voluto il caso Roggero per correggere una stortura che perdura da sempre?
"La proposta è della Lega ed è precedente alla sentenza definitiva di Mario Roggero. Si inserisce nello stesso percorso che nel 2019 ci portò a riformare la legittima difesa. Il principio è semplice: chi sceglie volontariamente di commettere un reato non può pretendere di essere risarcito per le conseguenze della propria azione criminale. È una norma di buon senso, che tutela le vittime e riafferma un principio di responsabilità. Anche estendere il perimetro della legittima difesa è al centro del nostro lavoro: nessun Far West, ma la comprensione dello shock che un'aggressione a mano armata può avere su chi poi reagisce".
È quasi incredibile come la vicenda del gioielliere abbia completamente polarizzato la politica: centrodestra con lui, centrosinistra contro. A sinistra hanno pure detto che voi volete mandare in carcere i partecipanti dei rave party e volete salvare un pluriomicida. Si è stupito?
"Di questa pseudo-sinistra ormai non mi stupisce più nulla. Il diritto alla sicurezza è il cardine di ogni altro diritto e libertà, non dovrebbe essere una battaglia della Lega o del Governo, ma purtroppo oggi è così. Mario Roggero non avrebbe mai reagito se non fosse stato aggredito, picchiato e rapinato più volte. Noi stiamo assumendo, formando, armando e mettendo in strada migliaia di poliziotti e carabinieri in più, ma non potranno mai presidiare tutte le case, le scuole o i negozi. Per questo il diritto alla difesa, della propria vita e dei propri beni, è altrettanto importante".
Sembra chiaro che la prossima campagna elettorale si giocherà tutta su sicurezza e immigrazione. Gli italiani con chi staranno?
"La sicurezza è il primo diritto dei cittadini e per la Lega rappresenta una priorità assoluta. Vuol dire più controlli, più forze dell'ordine, pene certe, lotta all'immigrazione clandestina, espulsione di chi delinque e tutela delle persone per bene. Gli italiani giudicano sui risultati e credo che continueranno a premiare chi affronta questi temi senza ipocrisie e senza paura. E con risultati concreti: perché mentre altri parlano, la Lega fa. Anche io, come Mario, ho subito un processo durato anni e ho aspettato la sentenza della Cassazione con ovvia preoccupazione. A me è andata bene, ma non dimentico la sinistra forcaiola che avrebbe goduto nel vedermi in galera per aver difeso i confini e bloccato gli sbarchi dei clandestini. Sono dei vigliacchi".
Soltanto martedì scorso il governo è andato sotto sull'emendamento che voleva reintrodurre le preferenze. Che cosa resta di questo stop che l'opposizione ha celebrato con grida da stadio in aula come l'inizio della fine per l'esecutivo?
"La Schlein che esulta come un ultrà in curva per la bocciatura delle preferenze è stata una scena che mi ha fatto pena, se devo essere onesto. Detto questo, il dibattito sulla legge elettorale non mi appassiona; quello che mi interessa è che il voto degli italiani valga e che chi vince le elezioni possa governare. La Lega non ha paura delle preferenze e del giudizio dei cittadini, anzi! Intanto continuo a occuparmi di cose concrete: cantieri, infrastrutture, riduzione del costo dell'energia, taglio delle tasse e delle bollette, sostegno alle famiglie, sicurezza. Sono questi i temi sui quali gli italiani ci giudicano e continueranno a giudicarci. Le faccio un piccolo esempio, in chiusura. Da trent'anni milioni di italiani erano vittime di migliaia di autovelox fantasma, nascosti, ripetuti, non segnalati.
Una tassa occulta sui lavoratori, che non c'entrava niente con la sicurezza stradale. Bene, dopo un lungo lavoro abbiamo messo ordine e abbiamo spento migliaia di queste macchine-truffa. Questo interessa alla gente, non i capricci della Schlein".
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