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Vaticano

Dai problemi di salute di Giovanni Paolo II al nodulo al polmone di Leone XIV: le malattie dei Papi e come è cambiato il modo di comunicarle

Tumori, malattie cardiovascolari, disturbi neurologici e problemi respiratori: tante sono state le patologie che hanno segnato la vita di diversi Pontefici, dalle testimonianze del passato ai bollettini medici più recenti, con uno sguardo a come è cambiato nel tempo il modo di rendere pubbliche le loro condizioni di salute

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La notizia del nodulo al polmone di Leone XIV, annunciata oggi, ha suscitato apprensione tra i fedeli. Nella storia della Chiesa, diversi Pontefici hanno affrontato malattie gravi, dai tumori ai disturbi cardiovascolari, neurologici e respiratori. Nel tempo, insieme alle cure, è cambiato anche il modo di comunicare le loro condizioni di salute, da una maggiore riservatezza a bollettini medici più dettagliati.

Leone XIV, il nodulo al polmone

Domenica 11 ottobre 2026, al termine dell’Angelus, Leone XIV ha annunciato di doversi sottoporre nei prossimi giorni a un intervento chirurgico per rimuovere un nodulo al polmone individuato durante alcuni controlli medici. Il Pontefice ha spiegato che la formazione è circoscritta, è stata rilevata in una fase molto iniziale ed è ben localizzata. I medici hanno ritenuto opportuno procedere con l’asportazione e il Papa ha deciso di seguire le loro indicazioni. La presenza di un nodulo polmonare non equivale automaticamente a una diagnosi di tumore. Saranno gli accertamenti clinici, compreso l’eventuale esame del tessuto rimosso, a poter fornire ulteriori elementi.

Giovanni Paolo II e il Parkinson

Negli ultimi anni del pontificato, Giovanni Paolo II dovette fare i conti con il progressivo peggioramento delle condizioni fisiche. I sintomi del morbo di Parkinson, resi evidenti negli anni Novanta, limitarono sempre più i suoi movimenti, fino a costringerlo sulla sedia a rotelle. La diagnosi fu confermata pubblicamente dal Vaticano nel 2003. Alla morte, il 2 aprile 2005, si aggiunsero altre complicazioni, tra cui problemi respiratori e cardiaci. La causa immediata del decesso fu indicata nello shock settico e nel collasso cardiocircolatorio irreversibile.

Giovanni XXIII, il tumore allo stomaco

Giovanni XXIII, al secolo Angelo Giuseppe Roncalli, morì il 3 giugno 1963 per le complicazioni di un carcinoma gastrico. Negli ultimi mesi di vita le sue condizioni peggiorarono progressivamente, con disturbi digestivi, perdita di peso e complicazioni legate all’avanzare della malattia. Nonostante il peggioramento, nell’ottobre 1962 aprì il Concilio Vaticano II, destinato a segnare profondamente la Chiesa cattolica. La diagnosi è riportata nelle ricostruzioni storiche, ma non dispone di una conferma istopatologica secondo i criteri medici moderni.

I problemi di salute di Paolo VI

Anche Paolo VI, al secolo Giovanni Battista Montini, morì dopo un breve periodo di malattia. Il decesso avvenne il 6 agosto 1978 a Castel Gandolfo, al termine di un pontificato durato quindici anni, durante il quale aveva portato avanti il percorso di attuazione del Concilio Vaticano II. La biografia ecclesiastica ufficiale descrive una malattia molto breve e la morte avvenuta mentre il Pontefice recitava il Padre Nostro. Alcune ricostruzioni storiche riportano problemi fisici negli ultimi mesi e un possibile evento cardiaco, ma la notizia non è mai stata confermata e rimane al momento un mistero.

Giovanni Paolo I, la morte improvvisa dopo 33 giorni

Il pontificato di Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani, durò appena 33 giorni. Il Papa fu trovato morto il 29 settembre 1978, poche settimane dopo l’elezione, avvenuta il 26 agosto. Secondo le testimonianze raccolte nelle ricostruzioni storiche, la sera precedente aveva avvertito un dolore al petto, interpretandolo come un disturbo intercostale. La morte improvvisa alimentò negli anni numerose teorie e sospetti. Non essendo stata eseguita un’autopsia, tuttavia, ad oggi, non è possibile presentare l’ipotesi dell’infarto come una diagnosi accertata attraverso un esame autoptico.

Benedetto XVI, il declino legato all’età

Negli ultimi anni di vita, Benedetto XVI ebbe condizioni di salute sempre più fragili. Nel dicembre 2022 la Sala Stampa della Santa Sede annunciò un aggravamento legato all’età avanzata, precisando che il Papa emerito che aveva lasciato il pontificato, seguito costantemente dai medici, morì il 31 dicembre a 95 anni nel monastero Mater Ecclesiae. Le comunicazioni ufficiali non indicarono una singola patologia come causa del progressivo peggioramento.

Francesco, il ricovero più lungo e la svolta nella comunicazione

Papa Francesco aveva una storia clinica segnata da problemi respiratori: nel 1957 gli fu asportata una parte di un polmone a causa di una grave infezione. Negli anni successivi soffrì di bronchiti ricorrenti e affrontò interventi chirurgici all’addome, oltre a problemi alle ginocchia e sciatalgia. Nel febbraio 2025 fu ricoverato al Gemelli per un’infezione respiratoria, aggravata in polmonite bilaterale. La degenza durò 38 giorni, con frequenti aggiornamenti sulle sue condizioni. Francesco morì il 21 aprile 2025: il certificato indicò come causa un ictus seguito da coma e collasso cardiocircolatorio irreversibile, riportando anche polmonite bilaterale polimicrobica, bronchiectasie, ipertensione e diabete di tipo II.

Le malattie dei Papi nei secoli, dalla gotta alle infezioni

La storia clinica dei Pontefici comprende numerose patologie, dalle infezioni e malattie febbrili, come malaria e peste, ai tumori e ai disturbi cardiovascolari e neurologici. Tra quelle documentate nelle ricostruzioni storiche figura la gotta: uno studio del 2021 pubblicato sul Journal of Nephrology ha individuato 25 Papi affetti dalla malattia su 264 esaminati, tra cui Clemente VIII (1592-1605). Diciassette presentavano anche patologie renali. Ricostruire queste vicende richiede cautela: soprattutto per i secoli più lontani, le diagnosi si basano spesso su cronache e testimonianze, non su esami clinici moderni.

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