Gli 007 Usa hanno paura del Canada. E torna il giallo delle monete-spia

Alleati di ferro, i due giganti del Nordamerica spartiscono molti segreti. Ma a Washington c'è chi non si fida...

In gergo si chiamano Skif, acronimo per «Secure compartmentalized information facilities». Sono le stanze a prova di intercettazione dove le spie americane si ritirano quando devono discutere argomenti top secret con la certezza di non venire a loro volta spiate. Nelle Skif gli 007 a stelle e strisce ricevono - quando l'argomento lo richiede - anche i colleghi di servizi alleati. E tra questi ci sono abitualmente anche gli agenti dell'intelligence canadese. Ma ora proprio i colleghi canaesi sarebbero sospettati di avere portato aldifuori delle Skif notizie «classified», ovvero riservate. E nel rapporto tra i servizi dei due paesi cala - se non il gelo - una freddezza che rischia di rendere difficili le operazioni congiunte.
Non è la prima volta che gli Stati Uniti si trovano a dubitare della piena lealtà del loro vicino di casa settentrionale, che è anche uno dei loro più stretti alleati (oltre che il principale fornitore di petrolio). Tra la fine del 2006 e l'inizio del 2007, a turbare i rapporti tra i due paesi era stato il caso delle «monete spia». In sostanza, nell'intelligence americana qualcuno sospettava che una serie straordinaria di monete da un quarto di dollaro canadese, coniate in 30 milioni di pezzi per ricordare i caduti di guerra, potessero contenere delle nanotecnologie in grado di renderle utilizzabili come microspie. Alcuni rapporti attribuiti in quel periodo al Dss, il servizio segreto del Pentagono, segnalavano il ritrovamento di monete di questo tipo in almeno tre occasioni addosso a funzionari dell'intelligence Usa che erano stati recentemente in Canada. L'autenticità dei rapporti in seguito era stata smentita, e la Royal Canadian Mint aveva spiegato che la patina sospettata di nascondere dei microchip era semplicemente una vernice speciale utilizzata per proteggere il colore rosso del papavero, il «fiore di guerra» canadese inciso sulla moneta commemorativa. Tutto chiarito, insomma. Ma la leggenda metropolitana sulle monete-spia aveva continuato a circolare.
E ora a raffreddare nuovamente i rapporti tra i due paesi arriva una corrispondenza interna ai «servizi» americani divulgata dall'Associated Press. Una serie di funzionari si era rivolta ai vertici per sapere «quali istruzioni fornire agli agenti che incontrano regolarmente i loro interlocutori canadesi all'interno delle Skif», le stanze anti-intercettazione. E in una delle mail si torna a ipotizzare che le monetine da 25 cent siano state rifilate all'interno delle Skif dagli agenti canadesi ai loro colleghi Usa. «Non credo che si possa sostenere che i canadesi siano dei cattivi ragazzi - scrive in una mail il capo del controspionaggio della Difesa - ma, ancora una volta, chi può dirlo?». E un'altra mail rivela che della pista delle «monete spia» canadesi l'intelligence americana si era occupata davvero.
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