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“Il Dipartimento di Giustizia ha notificato alla Federal Reserve citazioni in giudizio per un’udienza preliminare, minacciando l’incriminazione penale per la mia testimonianza alla Commissione Bancaria del Senato di giugno. Questa riguardava un progetto di più anni di ristrutturazione degli edifici storici della Fed. Ho grande rispetto per lo Stato di diritto. Questa azione comunque dovrebbe essere vista nel contesto più ampio delle minacce e pressioni dell’amministrazione. Questa nuova minaccia non riguarda la mia testimonianza dello scorso giugno. Non riguarda la supervisione del Congresso. La Fed ha fatto tutti gli sforzi per informarlo sul progetto di ristrutturazizone. Questi sono solo pretesti. La minaccia di incriminazione penale è conseguenza del fatto che la Fed fissa i tassi di interesse in base alla nostra migliore valutazione, non in base alle preferenza del Presidente. Il problema è se la Fed sarà capace di continuare a fissare i tassi di interesse in base alle condizioni economiche, o se invece ci saranno pressioni politiche o intimidazioni. Ho servito alla Federal Reserve sotto 4 amministrazioni, sia repubblicane che democratiche. Ho svolto i miei compiti sempre senza timori, concentrandomi sul mandato di stabilità dei prezzi. Il servizio pubblico richiede a volte di stare fermi davanti alle minacce. Continuerò a fare il mio lavoro con integrità e impegno al servizio della popolazione americana”. Lo ha detto il Presidente della Federal Reserve Jerome Powell in una video-dichiarazione. Courtesy: X Federal Reserve (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Jerome Powell: L'indagine sulla Fed è solo un'intimidazione di Trump

"In questo momento, le perdite russe ammontano a non meno di mille morti al giorno - e così è stato da dicembre. È così che la Russia sta essenzialmente pagando solo per impedire alla guerra di finire. Questa è follia e può essere fermata solo dalle forze combinate, le forze dell'Europa e degli Stati Uniti, le forze di tutti i nostri partner. Questa settimana, la Russia ha lanciato quasi 1.100 droni d'attacco, oltre 890 bombe aeree guidate e più di 50 missili di vario tipo contro l'Ucraina: balistici, da crociera e anche l'Oreshnik a medio raggio. E contro obiettivi che non hanno alcun significato militare: energia, edifici residenziali. Hanno aspettato appositamente il gelo per peggiorare la situazione per la nostra gente. Questo è un terrorismo russo deliberato e cinico contro la popolazione". Lo ha detto il Presidente ucraino Zelensky. X (Alexander Jakhnagiev)

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Guerra Ucraina, Zelensky: Russia perde almeno mille uomini al giorno

"Nelle ultime due settimane, e soprattutto negli ultimi quattro giorni, avete scosso le fondamenta del regime illegittimo della Repubblica Islamica con manifestazioni di milioni di persone. Ora, contando sulla risposta di milioni di persone agli appelli degli ultimi giorni, e con la legittimità e l'accettazione che ho ricevuto da voi, annuncio un'altra fase della rivolta nazionale per rovesciare la Repubblica Islamica e reclamare il caro Iran. All'interno dell'Iran, oltre a occupare e proteggere le vie centrali delle città, tutte le istituzioni e gli apparati responsabili della falsa propaganda del regime e dell'interruzione delle comunicazioni sono considerati obiettivi legittimi. Presto arriveranno anche gli aiuti globali. Restate sintonizzati per i miei prossimi messaggi. Presto riprenderemo il nostro amato Iran dalla Repubblica Islamica e celebreremo la libertà e la vittoria ovunque in Iran". Così Reza Pahlavi, il figlio della Scià di Persia deposto dopo la rivoluzione del 1979 in Iran. Attualmente vive negli Usa. X (Alexander Jakhnagiev)

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Il figlio dello Scià di Persia Reza Pahlavi: Stiamo per riconquistare nostro amato Iran

“Il Venezuela sta lavorando molto bene. Delcy Rodriguez ci ha chiesto se potevamo prendere 50 barili di petrolio e io ho risposto: ‘Sì, sono 4.2 miliardi di dollari e sono in viaggio verso gli USA’”. Così Donald Trump ai cronisti presenti all’Air Force One. Courtesy: X Rapid Response 47 (Alexander Jakhnagiev)

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Trump: Il Venezuela adesso sta lavorando molto bene

"Siamo felici per la liberazione di Trentini. La svolta quando la presidente Rodriguez ha detto che ci sarebbe stata la liberazione di prigionieri politici. Da allora abbiamo lavorato sotto traccia, in silenzio, per convincere le autorità a liberare il maggior numero possibile di italiani. Ieri sera. verso le 8:10 il ministro degli Esteri del Venezuela mi ha rivelato che avrebbero liberato Trentini e altri italiani. Alle 3:50 il nostro ambasciatore mi ha detto che erano liberi, ho parlato subito con entrambi, ho informato la premier e abbiamo fatto partire un aereo per andare a prenderli, arriveranno tra stanotte e domani" così il Ministro Tajani in una conferenza stampa all'aperto alla Farnesina dopo la liberazione di Trentini. (Alexander Jakhnagiev)

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Tajani: "Felici per liberazione Trentini, svolta con Rodriguez. Sarà in Italia tra oggi e domani"

“Il risultato è frutto del lavoro discreto ma efficace non solo del Governo, ma della rete diplomatica e dell’intelligence. Ringrazio i servitori dello Stato che hanno dato un contributo per raggiungere l’obiettivo. Continuiamo a lavorare senza sosta sulla collaborazione con Caracas per avere altri sviluppi positivi. L’Italia non si stancherà di sostenere il desiderio legittimo del popolo venezuelano di libertà, pace e democrazia”. Così Giorgia Meloni in una video-dichiarazione per la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò dal Venezuela. (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni: Sosteniamo il desiderio di libertà, pace e democrazia dei venezuelani

"Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e torneranno a casa. È una notizia che ci riempie di gioia, che si somma alla felicità che abbiamo provato nelle scorse ore per la liberazione di altri nostri connazionali. Trentini e Burlò riabbracceranno presto le loro famiglie che in questi mesi hanno sofferto molto, a cui ovviamente vogliamo rinnovare il nostro affetto". Così la premier Giorgia Meloni in un videomessaggio sulla liberazione dei due italiani che erano incarcerati in Venezuela.

Giorgia Meloni
Meloni: "Liberazione di Trentini e Burlò riempie di gioia"

“Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e torneranno a casa. È una notizia che ci riempie di gioia e si somma alla gioia provata nelle scorse ore per la liberazione di altri nostri connazionali. Trentini e Burlò riabbracceranno presto le loro famiglie che in questi mesi hanno sofferto molto. Il risultato è frutto del lavoro discreto ma efficace non solo del Governo, ma della rete diplomatica e dell’intelligence. Ringrazio i servitori dello Stato che hanno dato un contributo per raggiungere l’obiettivo. Continuiamo a lavorare senza sosta sulla collaborazione con Caracas per avere altri sviluppi positivi. L’Italia non si stancherà di sostenere il desiderio legittimo del popolo venezuelano di libertà, pace e democrazia”. Così Giorgia Meloni in una video-dichiarazione per la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò dal Venezuela. (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni: Riempie di gioia la liberazione di Trentini e Burlò

“Se non prendiamo la Groenlandia, lo faranno Russia e Cina. E non permetterò che ciò possa accadere. In un modo o nell’altro prenderemo la Groenlandia”. Lo ha detto il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ai cronisti. Courtesy: X Rapid Response 47 (Alexander Jakhnagiev)

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Trump: In un modo o nell'altro prenderemo la Groenlandia

Il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati giudicanti e dei magistrati inquirenti fa venire alla luce l'esistenza delle due sinistre che da sempre sono dentro il corpaccione della storia della sinistra italiana

Giancristiano Desiderio
La separazione delle carriere nel Pd

Chi difende i diritti umani dovrebbe rallegrarsi della caduta di Maduro, un narcotiranno che ha calpestato i diritti dei suoi cittadini per tredici anni e ha trasformato un Paese una volta prospero e democratico in un disastro umanitario e ambientale

Redazione
La disonestà di chi difende i diritti umani

Le donne, flotillane e non, come possono rimanere impotenti e in silenzio di fronte al coraggio e alla forza di tutte quelle che non smettono di lottare per la propria libertà e i propri diritti

Francesca Albergotti
Le navi della Flotilla non salpano per l'Iran
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