A 16 anni strega il tempio del golf Matteo: «Sì, ma ora devo studiare»

TurnberryEra presente il meglio del golf mondiale: eppure i grandi intenditori di golf britannici, pubblico e media, sono letteralmente impazziti per Matteo Manassero. Com'è possibile che un ragazzo italiano di 16 anni venga chiamato «Our Champion» su tutti i giornali e dalle televisioni e riceva una standing ovation qui a Turnberry dove si è giocato l'Open Championship, il torneo Major più antico del mondo e l'unico che si gioca in Europa? Questo titolo se l'è ampiamente meritato vincendo, lo scorso 20 giugno, il British Amateur Championship, la più importante gara per dilettanti europea, e il diritto ad entrare nell'élite mondiale. Non solo, ma sta abbattendo moltissimi record: è diventato il più giovane vincitore del British Amateur nei 124 anni della sua storia, il più giovane partecipante all'Open Championship dell'era moderna e sarà il più giovane in campo ad Augusta, dove prenderà parte al Masters.
Ma non sono questi i motivi per i quali il giovane atleta azzurro ha conquistato il pubblico. Sono stati il suo sorriso, il suo perfetto comportamento in campo e la giovanissima età alla quale si accompagna una straordinaria maturità di gioco e un atteggiamento positivo. Manassero ha conquistato la Silver Medal, la medaglia destinata al migliore dei dilettanti in campo, aggiungendo al suo palmarés il record di essere il più giovane ad averla vinta classificandosi in 13ma posizione (71, 70, 72 e 69 i suoi score) davanti a giocatori dai nomi altisonanti come Padraig Harrington, Rory McIlroy, Paul Casey, Sergio Garcia e tanti altri.
Il suo è stato un torneo dove ha offerto una prestazione assolutamente eccezionale che non ha precedenti nella storia del golf italiano. Accoppiato nei primi due giri a due grandissimi come Tom Watson e Sergio Garcia ha impressionato il giocatore americano cinque volte vincitore del torneo. «Quando avevo la sua età non avevo paura di nulla, Matteo è come me. Ha uno sguardo speciale negli occhi, un movimento naturale bellissimo, uno straordinario colpitore di palla ed è un ottimo puttatore. Mi è sembrato perfettamente a suo agio nonostante la giovane età. Alla 18 gli ho consigliato di non cambiare nulla nel suo gioco perché riuscirà ad arrivare molto lontano». E queste sono parole da incorniciare se dette da un campione come Watson. Davanti a sé ha una lunga strada lastricata di rosa ma Manassero ne ha già percorsa molta da quando ha tirato i primi colpi a due anni e mezzo con i bastoni in plastica per bambini: ha sfidato Costantino Rocca sul putting green a quattro anni, ha iniziato seriamente a giocare a cinque e ha approcciato con Severiano Ballesteros a dieci.
Una vita contrassegnata dalla pallina da golf ma anche da una grande maturità che gli fa affermare che «Sì, voglio passare al professionismo, ma al primo posto viene ancora la scuola: fra un mese e mezzo inizierò la terza liceo scientifico a Verona». Giustamente emerge anche il suo essere ragazzino: «In un mese mi è cambiata la vita, ma ora desidero solo trascorrere due settimane al mare con i miei amici».
Non è stato comunque solo Manassero a tenere alto il tricolore in Scozia: anche Francesco Molinari, il nostro migliore professionista, ha disputato un ottimo torneo finendo appaiato a Manassero con un +2 finale (71, 70, 71 e 70) completando il clamoroso successo del golf italiano. Per Francesco ora un grande passo in avanti nelle classifiche del World Ranking e del Race to Dubai.
Dopo un'ultima giornata finale, caratterizzata da moltissimi colpi di scena, il 36enne americano Stewart Cink ha conquistato la storica Claret Jug, la grande coppa in argento destinata al trionfatore del "The Open", come gli inglesi chiamano questo Major. Il torneo si è risolto al play-off sulle quattro buche (come da regolamento) con Watson che è stato il dominatore per le quattro giornate e vincitore morale, sostenuto da tutto il pubblico dopo l'uscita di scena di Tiger Woods che per la prima volta in questo torneo non ha superato il taglio delle 36 buche. Alle loro spalle, distanziati di un colpo, i due inglesi Chris Wood e Lee Westwood che hanno perso più di un'opportunità per disputare lo spareggio. In quinta posizione il sudafricano Retief Goosen, l'australiano Mattew Goggin e l'inglese Luke Donald.