Dal 4 maggio, a lezione dal maestrino Wuz.it

Questa è la storia di una grande passione per i libri, che inizia in un villaggio della Franconia nel Settecento e si conclude il 4 maggio prossimo venturo. È la storia del maestrino Wuz, che era così povero ma così povero da non potersi comprare libri e quindi se li scriveva da solo. Nella desolata provincia dove viveva e insegnava, Wuz riceveva l’eco lontana della vita letteraria della capitale e veniva a conoscenza che era uscita una nuova opera di Goethe dal titolo I dolori del giovane Werther. Così la sera si chiudeva in camera a vergare la propria copia personale del Werther. Poi la rilegava, stampava il bel nome dell’autore sulla costola, e la riponeva sullo scaffale, accanto agli altri volumi che aveva amorosamente creato nello stesso modo. È la storia narrata nel delizioso Vita di Maria Wuz, il giocondo maestrino di Auenthal, personaggio creato da Jean Paul, pseudonimo usato dal pastore Johann Paul Richter vissuto tra il 1763 e il 1825. A questa piccola chicca si ispira il bibliofilo Ambrogio Borsani quando nel 2002 decide di dare vita a una rivista per appassionati di libri e collezionisti, proprio per raccontare l’avventura delle edizioni più rare e importanti attraverso le vicende spesso straordinarie degli autori e dei loro editori. Borsani chiama Wuz la sua rivista e trova un editore coraggioso come l’Editrice Bibliografica che gliela pubblica.
È una storia di nicchia, anzi di super-nicchia, ma il giocondo maestrino Wuz se la riderebbe sotto i baffi (e lo scrittore Jean Paul ancor di più) sapendo che oggi ha la sua grande rivincita, visto che un colosso librario come le Messaggerie del Gruppo Mauri hanno comprato dalla Bibliografica il nome della testata e dal 4 maggio il portale più amato dagli appassionati di libri e dagli addetti ai lavori si chiamerà proprio Wuz.it. Per la seconda volta il portale di Internet Bookshop cambia nome: prima fu Alice.it, che evocava il paese delle meraviglie librarie on line, divenuto libriAlice.it quando la Telecom comprò il nome del dominio per un milione di euro (pare sia il sito Internet più pagato nella storia). Adesso Ibs ha un nuovo portale di cultura e spettacolo che raccoglie l’eredità di Alice.it e porterà il nome di un personaggio creato nel Settecento.
È una storia curiosa, ma a chi usa Internet per cercare e scaricare materiali editoriali (secondo i più recenti dati Aie il 33 per cento degli utenti lo fa quotidianamente) forse non interessa.
caterina.soffici@ilgiornale.it