Dopo 45 anni De Mita fuori dal Parlamento Ecco tutti gli eletti alla Camera e al Senato

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L'uomo del &quot;doppio incarico&quot;, tagliato fuori da Veltroni, non siederà più in Parlamento. Sarà invece la prima volta di un deputato di colore: è l’ex assessore congolese
del Comune di Roma Jean Leonard Touadi. Leggi i nomi degli eletti in Parlamento: <a href="/a.pic1?ID=254980"><strong>alla Camera</strong></a> e <strong><a href="/a.pic1?ID=254968">al Senato</a></strong>
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Roma - Ancora una legislatura e avrebbe festeggiato mezzo secolo di vita parlamentare. Invece, dopo 45 anni, Ciriaco De Mita, l’uomo del "doppio incarico", il segretario del più forte partito della prima Repubblica, la Democrazia Cristiana, e contemporaneamente presidente del Consiglio nel 1988, non sarà più in Parlamento. Per la prima volta in Parlamento vi sarà, invece, un deputato di colore: è l’ex assessore alla Sicurezza del Comune di Roma Jean Leonard Touadi, originario del Congo, eletto nelle fila dell’ Italia dei Valori.

45 anni in Parlamento De Mita varca la soglia di Montecitorio per la prima volta nel 1963. È la quarta legislatura; presidente del Consiglio è Giovanni Leone, futuro presidente della Repubblica. Fino al 1968 seguiranno altri tre governi, tutti guidati da Aldo Moro. L'"intellettuale della Magna Grecia", come lo definì Gianni Agnelli, sarà parlamentare in altre dieci legislature e più volte ministro. De Mita nasce a Nusco, in provincia di Avellino, il 2 febbraio del 1928. Si laurea in Giurisprudenza e presto si avvicina alla politica, scegliendo come sua "casa" la Democrazia cristiana e, al suo interno, la componente della sinistra Dc. Presto brucia le tappe fino a diventare vice segretario del partito durante la segreteria di Arnaldo Forlani, carica dalla quale si dimette nel 1973. Nel 1982 la sua consacrazione alla guida della Democrazia cristiana, leadership che conserverà per ben sette anni. Nel 1988 viene nominato presidente del Consiglio. Una nomina che purtroppo viene funestata dall’assassinio, avvenuto a Forlì per mano delle Brigate Rosse, di Roberto Ruffilli, che, senatore della Dc e consulente di De Mita per le riforme istituzionali, aveva contribuito a varare proprio quel governo che stava allora entrando in carica. Il suo governo è in carica dal 13 aprile 1988 al 22 luglio 1989 per un totale di 465 giorni, ovvero 1 anno, 3 mesi e 9 giorni. Ed è proprio il doppio incarico a creargli qualche problema. Tra piazza del Gesù e Palazzo Chigi De Mita opta per la seconda soluzione, ma poco dopo le sue dimissioni dal vertice democristiano l’esecutivo viene impallinato. Nello stesso anno De Mita viene sostituito alla guida del partito da Arnaldo Forlani, assumendo comunque la carica di presidente del partito, mantenuta fino al 1992 alla vigilia del ciclone tangentopoli che travolgerà la classe politica della prima Repubblica. Nel momento della "trasformazione" della Dc, De Mita entra a far parte del Partito popolare italiano: nel dicembre del 1994 si schiera con i Popolari di Gerardo Bianco, la corrente di sinistra del partito, in contrapposizione alla componente guidata da Rocco Buttiglione che, in difformità dalle decisioni assunte nel congresso del partito, aveva deciso di allearsi con Forza italia e con il centrodestra. Il cammino politico di De Mita vive una nuova, importante tappa nel 1996, quando l’ex premier sostiene la nascita della coalizione di centrosinistra, l’Ulivo. Nel 2002 De Mita è tra i fautori dell’ingresso del Ppi nella Margherita e della nascita del nuovo soggetto politico che si pone come obiettivo di essere il nuovo ago della bilancia del centro politico italiano. In più di un’occasione, De Mita ribadisce la propria contrarietà al progetto di "Uniti nell’Ulivo", la lista unitaria con i Ds, i socialisti dello Sdi e i Repubblicani europei. E riesce a convincere, insieme a Franco Marini, il partito a presentarsi alle politiche del 2006 nella coalizione di centrosinistra, l’Unione, con la propria lista e non con la Lista unitaria. Al secondo e ultimo congresso della Margherita, nel 2007, De Mita annuncia la propria adesione al Partito democratico, la nuova formazione di centrosinistra che nascerà di lì a qualche mese. Poi, però, al momento della formazione delle liste, Veltroni opta per una svolta generazionale, lasciando fuori De Mita.

Il primo deputato di colore Per la prima volta in Parlamento ci sarà un deputato di colore. Si tratta dell’ex assessore alla Sicurezza del Comune di Roma Jean Leonard Touadi, originario del Congo, eletto alla Camera nella circoscrizione Lazio 1 nelle fila dell’ Italia dei Valori. Su Touadi l’allora sindaco di Roma Walter Veltroni aveva scommesso affidandogli, nella seconda consiliatura in Campidoglio, un assessorato delicato come quello alla Sicurezza. Touadi, 49 anni, appena eletto, si è detto "contentissimo del risultato". Nato a Brazzaville in Congo Touadi è dal 1978 in Italia, dove è docente universitario e autore Rai. L’Italia dei Valori lo ha candidato al secondo posto della circoscrizione Lazio 1 dopo il leader Antonio Di Pietro. Touadi fa parte del manipolo di ex amministratori e assessori capitolini che il leader del Pd Walter Veltroni porta con sè in Parlamento. Oltre a lui gli ex assessori comunali Roberto Morassut, Maria Coscia, l’ex vicesindaco Maria Pia Garavaglia e l’ex delegata ai problemi dell’handicap Ileana Agentin.