Ad Anagni vince Gilbert Menchov, mani sul Giro

Il belga sorprende tutti. Di Luca non ha le gambe per scattare. Menchov mette la maglia rosa in cassaforte con altri 2" di abbuono. Decisiva la crono di domani

Anagni - Lo schiaffo non c'è stato. Danilo Di Luca arriva alla penultima tappa con le gambe indolenzite dalla fatica e non riesce a strappare l'abbuono di 20" che gli regalerebbe la maglia rosa sfilandola dalle spalle di Denis Menchov. Anzi, è ancora il russo il più fresco del lotto dei migliori. E lo dimostra nel traguardo volante di Frosinone: piazzandosi secondo strappa 2 secondi di bonus che lo posionano saldo in vetta con 20" di vantaggio sull'abruzzese prima della crono finale. Quattordici chilometri tra le meraviglie della Roma Imperiale che vedono nettamente favorito il corridore della Rabobank. Solo un'imprevisto (o l'indagine antidoping aperta a suo carico dalla procura austriaca dopo le rivelazioni del suo ex compagno Kohl) può negargli la vittoria nel Giro del Centenario: il primo della storia che si chiuderà con una media superiore ai 40 km all'ora.

Vittoria di Gilbert Ad Anagni vince il belga Philippe Gilbert con uno scatto bruciante a 1,5 km dall'arrivo. Esce dalla testa del gruppo a velocità doppia. Yaroslav Popovych e Thomas Voeckler provano a stargli a ruota, ma dopo qualche centinaio di metri è chiaro che la tappa andrà al vallone. Il belga vince in solitaria a braccia alzate. Solo il francese riesce a resistergli ma arriva a due secondi dal ciclista della Silence Lotto. Stefano Garzelli (Acqua & Sapone) ha regolato il gruppo, che ha tagliato il traguardo a 7" dal vincitore di giornata. Alla linea bianca 12esimo posto per Di Luca, preceduto da Menchov.

Di Luca s'arrende "Adesso è impossibile". Di Luca (almeno a parola) alza bandiera bianca. L'abruzzese della Lpr si arrende e a una tappa dalla fine incorona Menchov. Troppi 20 secondi da recuperare al russo a cronometro. "Lo pensavo già ieri, adesso è impossibile - dice Di Luca -. La cronometro è una prova più adatta a Menchov che a me. Vuol dire che arriverò secondo, ma so di aver corso un gran Giro d’Italia. Ho sempre cercato di attaccare quando era possibile, sono soddisfatto. L’unico rimpianto è che la cronometro di domani è troppo corta (14,4 km) e non si può fare niente".