Ad Arezzo una mostra racconta la Patagonia, terra dei dinosauri giganti

Alla Fiera della città toscana uno spettacolare viaggio nella regione argentina che 65 milioni di anni fa ospitava i più grandi esemplari degli animali poi estinti. Scienza ma anche divertimento grazie all'interattività. Parte del ricavato alla fondazione Pupi di Javier Zanetti

Si chiama «Dinosauri della Patagonia» ed è una mostra-evento che è stata già visitata da oltre un milione di visitatori in sette Paesi del mondo. Da domani finalmente approda in Italia, ospite dello spazio fieristico di Arezzo Fiere e Congressi dove resterà fino al 30 giugno. Realizzata dal GrupoCultural Argentina, con il patrocinio del Congresso dei Deputati dell'Argentina, la mostra in Italia gode del patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Arezzo e dell'Ambasciata Argentina. Curata dal museologo Fabio Frachtenberger e dal paleontologo Jorge Calvo, «I Dinosauri della Patagonia» ha un'impostazione scientifica ma nello stesso tempo divulgativa, con un ricco uso di dotazioni che permettono una partecipazione interattiva da parte dei visitatori.
La Patagonia, regione meridionale dell'Argentina selvaggio e di incontaminata bellezza, nel corso degli anni, è diventata tra gli appassionati una vera e propria «Terra dei Dinosauri». Da qui, infatti, arrivano alcuni degli esemplari più significativi, che caratterizzeranno la mostra: dall'Herrerasaurus Ischigualastensis, che con i suoi 200 milioni di anni risulta ad oggi il più antico dinosauro mai rinvenuto, al temibile Carnotaurus, letteralmente «toro carnivoro», passando per i piccoli Mussaurus, vissuti nel Triassico superiore, e arrivando all'imponente Gigantosaurus, il più grande carnivoro mai esistito, superiore per dimensioni persino al famigerato T-Rex. Senza dimenticare il Megaraptor, dall'enorme artiglio falciforme, e il Rebbachisaurus, erbivoro del Cretaceo inferiore i cui resti sono stati ritrovati anche nel continente africano, a dimostrazione della bontà della tesi secondo la quale Africa e Sudamerica erano un tempo un'unica massa continentale.
Insomma, quello che è stato allestito nei padiglioni del centro fieristico di Arezzo Fiere e Congressi, è un viaggio straordinario per grandi e piccoli nel mistero di questi straordinari animali che dominarono il pianeta fino alla loro estinzione, avvenuta circa 65 milioni di anni fa, sulle cui cause la comunità scientifica internazionale continua a interrogarsi. Un'esperienza di altissimo livello scientifico ma che, come abbiamo visto, lascia anche spazio al divertimento e al gioco. I visitatori potranno infatti utilizzare un sistema di lenti che consente di guardare attraverso gli occhi di un sauropoda, ricostruire personalmente un modello di dinosauro, provare i movimenti del lunghissimo collo di uno di questi incredibili animali preistorici, seguirne le orme in un percorso che si snoda attraverso scenari perfettamente ricostruiti in 3D, entrare dentro l'uovo di un dinosauro e sperimentare la propria altezza rispetto al femore di uno di questi giganti, creare un calco di dinosauro da riportare a casa e mostrare agli amici.
Vi è anche un'importante componente umanitaria, in questo evento: Arezzo Fiere e Congressi destinerà parte del ricavato alla Fondazione PUPI, che da anni è impegnata nel sostegno dell'infanzia in Argentina. Voluta da Javier Zanetti, il capitano dell'Inter, e dalla moglie Paula, la Fondazione ha lo scopo di coinvolgere in modo organico tutta la società per offrire sostegno a favore di un'area estremamente povera della Repubblica Argentina.
La mostra è aperta dal martedì alla domenica dalle 9,30 alle 18,30. La mostra è chiusa il lunedì e dall'8 al 12 aprile compresi. L'ingresso è garantito fino a 30 minuti prima della chiusura. Biglietto intero 10 euro, ridotto 5 euro, ridotto speciale 4 euro (allievi delle scuole elementari, medie e superiori e minori di 18 anni). Gratuito per minori di 4 anni, un accompagnatore per gruppo di almeno 15 persone, due accompagnatori per scolaresca. È disponibile un servizio di visite guidate per gruppi. Prenotazione obbligatoria per gruppi e scuole, consigliabile per tutti al sito www.dinosauridellapatagonia.it