Aggrapparsi al cadreghino sport nazionale nell’ippica

Leggiamo sul numero de il Giornale del 3.5.2006, un articolo firmato da Ernesto Cazzaniga, che contiene, oltre opinioni assai personali (e alcune curiose: cosa c'entra un non meglio precisato «riconoscimento giuridico» dell'Upt (Unione proprietari trotto), con la effettiva rappresentanza e rappresentatività di una associazione, come la Fipt (Federazione italiana proprietari trotto), regolarmente costituita con atto notarile e con oltre 1200 associati in tutto il territorio nazionale?), alcuni apprezzamenti poco lusinghieri nei confronti dei sottoscritti.
Nel riservarci tutela in qualsiasi sede, vorremmo precisare all'amico ed ex (molto ex) presidente Anact (Associazione nazionale allevatori del cavallo trottatore), che, di casalingo, c'è solo il suo tentativo, triste da leggere e da commentare, di occupare una poltrona, anche attraverso tentativi di delegittimazione totalmente fuori luogo, laddove alcuni presidenti di categorie vengono accusati di non essere degni del loro ruolo in quanto proprietari di pochi cavalli. Lo stesso Cazzaniga ben sa che il numero di cavalli posseduti non è condizione per accedere a determinate cariche. Indispensabili, anche se non obbligatorie, sono l'esperienza, la competenza e, soprattutto, l'onestà intellettuale. Tornando alla caccia alla poltrona, rileviamo che al diretto interessato non sembra importare il fatto che la medesima associazione, ora tanto elogiata (l'Upt), non è stata ritenuta in passato degna di rappresentare i proprietari, essendo stata ripudiata qualche anno fa proprio dallo stesso Cazzaniga, per convergere nella Federtrotto, le cui federazioni, insieme ad altre delegazioni Upt, ora costituiscono la Fipt. Fipt, Unagt ed Assogaloppo, riunite nell'Intercategoriale, hanno sempre proposto ed esposto programmi e strategie ben definiti per il rilancio del settore (contrariamente al signor Cazzaniga che alle parole non ha mai fatto seguire i fatti), come nel convegno tenuto al Carlton di Bologna il marzo 26 us, dove erano presenti anche dirigenti di importanti società di corse, il Presidente e i vicepresidenti Anact, senza contare la presenza di un subcommissario Unire (Francesco Baldarelli). I tentativi di «occupazione del potere» non ci appartengono e mai ci sono appartenuti. E possiamo vantarcene. I funesti presagi di fallimento della associazione guidatori sembrano le speranze di tifosi disperati in lotta per non retrocedere ed è strano che una persona che si riconosce disponibilità finanziarie ed economiche ingenti, consideri «faraonico» un compenso di 36.000 euro annui lordi percepito dal Presidente esecutivo Unagt (Unione nazionale allenatori guidatori trotto), il cui verbale di nomina è stato attestato e certificato con atto notarile.
E infine ci chiediamo: non sarà mica che si voglia fare come va di moda ora e cioè che chi vince ha perso? Stia sereno il nostro amico Tino.
Marcello Rinaldi, Vittorio Venturi, Maurizio Mattii (Presidenti Fipt, Apter, Unagt)
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Leggo con amarezza la nota inviata dai signori Rinaldi, Venturi e Mattii, nella quale si alternano toni da veri (o finti) ingenui a punte di arroganza e presunzione notevoli. Vengo alla (finta) ingenuità, come si può non sapere la differenza tra una associazione giuridicamente riconosciuta ed una (ovviamente da un notaio) regolarmente costituita? Per restare sempre nella (finta) ingenuità, come si fa a non capire l’importanza per uno che vorrebbe rappresentare il sindacato di una categoria la necessità di vivere e rappresentare realmente e non virtualmente come mi pare si stia cercando di fare questa realtà se non si hanno cavalli in scuderia? Vorrei fare notare a proposito di remunerazioni che nessun presidente di associazione (giuridicamente riconosciuta), ha mai percepito alcunché, per il ruolo ricoperto. Relativamente alla capacità di proposte su programmi e iniziative volte alla ricerca di nuove risorse, mi pare forse di avere esagerato, non certo un atteggiamento passivo, al contrario della intercategoriale con una ricerca monomaniacale finalizzata soltanto a scalzare l’attuale direttore generale dell’Unire. Vorrei finire questa mia brevissima replica, con il richiamo alle mozioni degli affetti e della coerenza, citando un paio di aforismi, a scelta: solo le montagne sono inamovibili, oppure: solo i cretini non cambiano mai idea.