Aigulfo

Questo santo, venerato in Francia, pare sia nato da genitori poverissimi a Blois verso l’anno 630. All’età di circa vent’anni si fece monaco nel monastero di Fleury, fresco di fondazione. Qui rimase i vent’anni seguenti, apprendendovi e facendolo suo il rispetto rigoroso della regola (i nuovi monasteri nascevano attorno a un gruppo di fervorosi, per questo almeno i primi tempi erano idilliaci sotto il profilo della serietà). Verso il 670 il monaco Aigulfo era così conosciuto per la santità di vita da venire proposto per la carica di abate nel famoso monastero di Lérins. Solo che quest’ultimo sorgeva su un’isola ed era perciò spessissimo oggetto delle attenzioni dei pirati saraceni. Dovendo badare più che altro alla sopravvivenza, i monaci avevano finito con l’allentare la disciplina religiosa, cosa a cui il nuovo abate Aigulfo cercò subito di porre rimedio. Le nuove misure, però, non furono accolte volentieri da tutti. Anzi, ne nacque un dissidio interno che portò due monaci ad appellarsi al governatore della regione contro le decisioni del loro abate. I soldati, giunti a riportare l’ordine, vennero addirittura convinti a portarsi via l’abate e i suoi sostenitori. Non si sa per quale motivo, questi ultimi vennero poi sbarcati nell’isola di Capraia, tra la Toscana e la Corsica, e là abbandonati. Qui arrivarono, però, i soliti predoni arabi e il gruppo di monaci dovette darsi alla fuga sulle montagne. Quattro di loro non riuscirono, tuttavia, a mettersi in salvo. Tra questi c’era l’abate Aigulfo. I musulmani cavarono loro gli occhi e tagliarono la lingua prima di ucciderli.