«Aiutare la pesca nel Lazio ma serve più responsabilità»

Undicimila tonnellate di pescato, più di 1500 uomini impiegati su una flotta composta da oltre 600 imbarcazioni. Le cifre della pesca del Lazio testimoniano di un settore in salute. Ma non mancano i punti di crisi. Il giro d’orizzonte con il sottosegretario alle Politiche Agricole con delega alla pesca, Antonio Buonfiglio, ci aiuta a inquadrare un comparto le cui potenzialità vanno ancora sfruttate fino in fondo.
La partecipazione a Big Blu è per il suo dicastero una novità. Quale ragione vi ha spinto ad aderire alla rassegna sul mare?
«Nelle scorse edizioni la kermesse era dedicata alla cantieristica, settore che vede il Lazio al secondo posto per numeri e imprese. Quest’anno abbiamo pensato di partecipare allestendo un padiglione ad hoc che riunisce tutti gli attori del mare, soprattutto per porre fine alla frammentazione istituzionale delle competenze che si è verificata dalla legge Bassanini in poi».
Con quali conseguenze?
«Chi si occupa di pesca non ha mai potuto dire la sua sulle autostrade del mare e le altre infrastrutture portuali. In sostanza, è mancata e manca una politica integrata che dia rilancio al settore».
Che tipo di messaggio intende lanciare alla Regione Lazio, amministrazione competente in materia?
«Serve un piano per le infrastrutture e uno per la formazione qualificata dei pescatori per adeguarsi alle nuove tecnologie e all'educazione ad una pesca responsabile. C’è la necessità di investire nella rivalutazione del pescatore come custode dell’eco-sistema marino. Fino ad oggi, gli interventi sono stati fatti senza tenere conto, il più delle volte, del valore della pesca e delle potenzialità del settore dal punto di vista turistico».
Com’è messo il settore sotto il profilo occupazionale?
«Il territorio laziale è in contro-tendenza rispetto alle altre regioni, con un'offerta di lavoro superiore alla domanda. Un pescatore di Fiumicino può portarsi a casa anche 2.500 euro al mese. Ma serve personale specializzato».
I punti di eccellenza della pesca laziale?
«Abbiamo un’ottima flotta per la pesca a strascico con 200 imbarcazioni, dotate delle più moderne tecnologie, che incidono sul totale delle imbarcazioni operanti nel Lazio nella misura del 26% mentre il dato nazionale si attesta intorno al 12%. Segnali positivi giungono anche dal contrasto alla pesca illegale e dal ripascimento delle coste».
Quali progetti innovativi verranno presentati nell'ambito di Big Blu?
«Grazie all’Agenzia della pesca, stiamo creando un sistema, che andrà a regime entro l’anno, di sportelli unici del mare dove il cittadino avrà accesso per ogni tipo di pratica: dal rilascio della licenza fino alla consultazione del proprio fascicolo per l'imbarcazione. Saranno dislocati nelle varie capitanerie di porto e presso le sedi delle associazioni professionali di settore».