Alberico Crescitelli

Nato nel 1863 ad Altavilla Irpina (Avellino), nel 1880 entrò nel Pontificio istituto missioni estere a Roma. Nel 1887 fu ordinato sacerdote e inviato in Cina. Mentre era a casa a salutare i suoi scoppiò un’epidemia di colera che gli valse una medaglia al merito civile per la sua abnegazione verso i malati. In Cina si prodigò moltissimo e riuscì a fare assegnare anche ai cristiani, che ne erano esclusi, le provvidenze imperiali contro le carestie. Ma l’ondata xenofoba del 1900 travolse anche lui. Si trovava a Yen-tze-pien quando i fedeli lo convinsero a mettersi in salvo. Ma il doganiere locale lo trattenne per la notte, con la scusa che le strade non erano sicure. Invece lo consegnò ai fanatici Boxers, che lo malmenarono e lo torturarono per tutta la notte. All’alba lo esposero legato alla folla dei pagani. Sottratto al linciaggio, fu portato di peso sulla riva del fiume, dove cominciarono a tagliargli la testa. Sì, cominciarono, perché avevano a disposizione solo un coltello seghettato da foraggio, di quelli usati dai contadini. Mentre i cristiani locali, dissimulati, assistevano inorriditi, alla fine si riuscì a troncargli il capo. I testimoni assicurano che in quell’esatto momento le nuvole si aprirono e un fiotto di sole illuminò il cadavere, e solo esso. Lo fecero a pezzi che buttarono in acqua. Ma la corrente miracolosamente li ricompose. Provarono a disperderli con l’aiuto di pertiche, ma sempre ritornavano insieme. Quattro anni dopo, un tentativo di massacro di cristiani fu interrotto da una visione: nello stesso punto apparvero luci e soldati in giubba rossa.
www.rinocammilleri.it