Albertina Berkenbrock

I suoi erano contadini e discendevano da immigrati tedeschi della Westfalia in Brasile. Albertina nacque nel 1919 nella località detta São Luís, nella cittadina di Imaruí (stato di Santa Catarina, nel Brasile meridionale), in diocesi di Tubarão. La famiglia era numerosa e profondamente cattolica. Albertina fece la cresima nel 1926 e la prima comunione due anni dopo (a quel tempo usava invertire i tempi dei due sacramenti). Frequentava la scuola e la chiesa, dava una mano in casa, faceva catechismo e tutti ne dicevano un gran bene. Ma nel 1931 a questa dodicenne toccò la triste sorte di s. Maria Goretti. Albertina si era inoltrata in campagna alla ricerca di uno dei buoi di suo padre. Mentre cercava la bestia perduta si imbatté in uno dei lavoranti, uno di quelli a cui ogni giorno portava da mangiare. Era un padre di famiglia e di nome faceva Indalício Cipriano Martins, anche se tutti lo chiamavano Maneco Palhoça. L'uomo invitò Albertina a seguirlo dicendo che l'avrebbe condotta nel punto in cui si trovava il bue smarrito. Ma, quando furono sufficientemente fuori mano, le mise le mani addosso e cercò di usarle violenza. Albertina lottò con tutte le sue forze, come l'inchiesta successiva appurò dai segni lasciati tutt'attorno. Ed effettivamente riuscì a non farsi violentare. Solo che, a quel punto, temendo, al solito, che la ragazzina potesse andare a raccontare tutto al padre, il bruto cavò di tasca il suo coltello da lavoro e le tagliò la gola. Il cadavere di Albertina rimase in un lago di sangue e l'uomo si eclissò. Ma la verità non tardò molto a venire a galla.