Alemanno visita la moschea di Roma per il Ramadan

Migliaia di musulmani della Capitale hanno celebrato la chiusura del mese sacro di digiuno e preghiera. Il sindaco ha incontrato i dirigenti del centro islamico e i fedeli

I musulmani romani si sono riuniti questa mattina nella grande moschea di Roma per celebrare l'Eid al Fitr, la festa che chiude il mese di mese di digiuno e preghiera del Ramadan. Alle 9 la preghiera con migliaia di persone. Ospite della comunità islamica della capitale anche il sindaco, Gianni Alemanno, che ha incontrato il segretario generale del Centro culturale islamico, Abdellah Redouane, il direttore della sezione italiana della Lega musulmana mondiale, Mario Scialoja, e il suo consigliere diplomatico, Filippo La Rosa. I primo cittadino ha visitato il luogo di culto, non ha partecipato ai momenti di preghiera ma si è intrattenuto per un tè con gli esponenti della comunità islamica romana. «Crediamo - ha detto il sindaco - che nel rispetto reciproco di ogni identità ci sia la base per il rispetto della legge e per una integrazione positiva: il senso di appartenenza a una religione può aiutare, perché quando un immigrato viene qui per pregare e partecipare alla propria religione molto probabilmente rispetta maggiormente le nostre leggi e i valori morali che reggono la città».
Durante la visita, Alemanno si è fermato numerose volte per posare con i fedeli che gli chiedevano una foto ricordo. Un'accoglienza apprezzata dal sindaco, che tuttavia non se n'è detto stupito: «Sento - ha confessato - una grande vicinanza da parte delle comunità di immigrati: chi vuole vivere onestamente e secondo le regole sa di poter trovare nel sindaco di Roma un amico che vuole lavorare per il rispetto reciproco».
Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rivolto «a tutti i cittadini italiani di fede islamica, così come ai numerosi mussulmani ospiti o residenti stabilmente nel nostro paese, i migliori e più cordiali auguri per questa festività». «L'odierna ricorrenza - ha scritto il Quirinale - è motivo di riflessione sull'importanza di un dialogo sincero e costruttivo tra le religioni e le culture, indispensabile presupposto affinché la società italiana sappia interpretare le sfide del mondo contemporaneo e divenire sempre più libera, aperta e giusta».