Alimentari, Ue: "Stop alla clonazione animale"

A Bruxelles risoluzione firmata larghissima maggioranza dal
Parlamento europeo. Rischio che le
mandrie siano decimate da malattie. Gli eurodeputati: "Grave minaccia all’immagine e alla sostanza
del modello agricolo europeo"

Bruxelles - A larghissima maggioranza il Parlamento europeo si è espresso oggi per il blocco della clonazione animale e contro la commercializzazione e l’importazione di carni, latte e derivati prodotti da animali clonati e dalla loro progenie. La risoluzione, firmata dal popolare britannico Neil Parish, ha raccolto 622 voti favorevoli, 32 contrari e 35 astensioni.

Malattie negli animali clonati A metà luglio l’Efsa, l’Agenzia per la sicurezza alimentare europea aveva affermato che "non esistono differenze tra le carni di animali clonati sani e quelle di animali riprodotti in maniera naturale o artificiale", mentre invece viene rilevata una maggiore incidenza di malattie tra gli animali clonati. Il Parlamento europeo chiede oggi alla Commissione di prendere una posizione a "difesa del benessere animale" e di bloccare quindi qualsiasi produzione e commercializzazione di prodotti derivati da animali clonati.

La risoluzione europea La risoluzione comune chiede alla Commissione e al Consiglio Ue di proibire "la clonazione di animali a scopi di approvvigionamento alimentare", di vietare "l’allevamento di animali clonati o della loro progenie", di interdire "l’immissione in commercio di carne o prodotti lattieri ottenuti da animali clonati" e dai loro discendenti e, infine, di vietare anche "l’importazione di carni, latte, derivati, seme ed embrioni di animali clonati". Gli eurodeputati ritengono inoltre che la clonazione "costituisce una grave minaccia all’immagine e alla sostanza del modello agricolo europeo", un modello basato sulla "qualità dei prodotti, sui principi ecocompatibili e sul rispetto di standard rigorosi di benessere degli animali".

Malattie genetiche Nel testo approvato si sostiene che l’impatto della clonazione degli animali per scopi alimentari "non è ancora stato adeguatamente studiato" e si ricorda che la clonazione "ridurrebbe significativamente la diversità genetica del patrimonio zootecnico, aumentando le probabilità che intere mandrie siano decimate da malattie alle quali sono suscettibili". Questo secco no a qualsiasi apertura all’utilizzo commerciale di qualsiasi figlio, nipote o pronipote della pecora Dolly, il primo animale clonato nell’ormai lontano 1996, arriva in un momento in cui si ravviva il dibattito sulla clonazione.

Carne e latte A gennaio la Food and Drug administration statunitense ha affermato che "non vi sono differenze tra la carne di animale clonato e quella di animale riprodotto naturalmente o tramite riproduzione assistita". Poi, a metà luglio l’Efsa, l’Agenzia per la sicurezza alimentare della Ue, ha espresso un giudizio molto simile, assicurando che "la carne e il latte degli animali clonati sani non sono diversi" dai prodotti di animali non clonati. Il problema, riconoscevano i tecnici dell’Efsa, è nella salute degli animali, che presentano un’incidenza di malattie assai maggiore. Il giudizio netto e contrario espresso dal Parlamento europeo è destinato ad incidere in questa discussione, anche se al momento la Commissione Ue non ha ancora preso una posizione definitiva e non ha ancora lanciato un’iniziativa legislativa per permettere o vietare la carne clonata. Un testo è atteso per il 2010, per il momento, assicuravano a luglio i tecnici dell’Efsa, "nei supermercati non si trova carne clonata".