Alinghi imprendibile riporta i kiwi sulla terra ma scoppia un giallo

«Ci contestano il sistema d’aggancio della randa? Una questione legata alla sicurezza: tutto ok»

da Valencia

Alinghi ha vinto una regata molto importante sul piano psicologico portandosi al pareggio con Emirates Team New Zealand. Il vantaggio finale è di trenta secondi: non molti, ma abbastanza in una giornata difficile da interpretare. I duellanti sono 2-2 e da domani si ricomincia a cercare il vincitore della trentaduesima Coppa America. Solo la Giuria che si riunisce alle 11 di oggi potrebbe cambiare il verdetto conquistato sull'acqua per una questione legata al sistema utilizzato da Alinghi per tenere la randa issata. È inutile cercare di indovinare un vincitore di un confronto che è del tutto aperto. Quella di ieri è stata una regata che Alinghi ha condotto con autorità dall'inizio alla fine, lavorando sempre su un piccolo ma utile vantaggio conquistato subito dopo la partenza, un poco più aggressiva di quelle già viste, con Alinghi fermamente convinto di volere navigare a destra e il suo timoniere Ed Baird più convinto dei suoi mezzi.
Dopo la partenza le barche hanno navigato fino alla prima boa praticamente fianco a fianco, dimostrando una velocità quasi uguale, appena turbata da qualche raffica in più per Alinghi. Per arrivare alla boa hanno fatto una sola virata: Alinghi ha spinto gli avversari oltre la ormai mitica lay line e con quella manovra ha conquistato il vantaggio sufficiente a girare la prima boa con venti secondi di vantaggio. Da lì in poi Emirates ha inseguito: qualche volta si è avvicinato, qualche volta ha perso acqua. Ma, come dice il tattico Terry Hutchinson «non abbiamo mai avuto una vera occasione di passare. Loro hanno navigato bene, non ci hanno lasciato lavorare sugli errori». E poi, come dice Dean Barker: «Sapevamo che Alinghi era forte, non avevamo certo illusioni di fare una passeggiata». Con il vento di ieri, una decina di nodi scarsi, le velocità erano del tutto comparabili. Vicinissime. Che è positivo per Alinghi, considerato finora sfavorito rispetto a New Zealand. Questa vittoria era necessaria per Alinghi per sentirsi solidamente ancora in corsa.
Sul piano tecnico conta il fatto che Alinghi ha vinto una regata che poteva essere dell'avversario: onda, poco vento. Insomma, dopo tre giorni di incertezze nel momento della difficoltà l'equipaggio dei vecchi leoni, gli uomini che di tutta la Coppa hanno il curriculum che occupa più pagine, ha tirato fuori quel che serve. Gli svizzeri erano ieri molti più concreti. C'è un però... Alla fine della regata lo «stazzatore» ovvero quello che misura le barche, è saltato a bordo per i suoi controlli. Tra le cose da provare la possibilità di ammainare la randa dal pozzetto rapidamente in caso di pericolo. Alinghi ha chiesto di poter far salire un uomo per agganciare una drizza e far scendere lentamente la randa, che altrimenti potrebbe precipitare in pozzetto. La vela infatti è sostenuta da un gancio e non dalla cima come su tutte le barche della domenica e non esiste una vera drizza per la randa, se ne usa un'altra, di solito quella del gennaker, solo per farla salire fino al gancio. L'uomo è salito ma dalle immagini Tv si è visto che ha fatto qualche manovra di troppo che ha insospettito gli avversari e gli spettatori. Potrebbe aver liberato una cimetta, tolto un perno di troppo messo per evitare lo sgancio improvviso.
In serata Emirates ha presentato una protesta alla Giuria per «vederci chiaro» sulla regola 31.6. Se ne discute oggi alle 11 e quello che potrebbe succedere non è chiaro. La questione è simile a quella che ha coinvolto Mascalzone, anche se non influisce direttamente sulle prestazioni. La notizia non è piaciuta a Ernesto Bertarelli, che subisce il secondo «dispetto» di Peter Reggio, il direttore della regata. L'altro giorno ha fatto partire la prova con vento instabile, ieri ha spedito gli «ispettori» sulla sua barca. Sembra quasi che il defender, che nella storia ha sempre scritto le regole fino allo scandalo, questa volta debba subire lo zelo di un professore inflessibile.