Le allergie colpiscono un bimbo su dieci I Paesi occidentali sono i più a rischio

Le patologie allergiche nei paesi occidentali da 15 anni sono in grande aumento: oggi il 30% dei bambini è allergico. Un allarme è stato lanciato dagli infettivologi pediatri durante il 31° congresso annuale. Numerose le cause delle allergie. Nei paesi occidentali è cresciuta la sopravvivenza dei bambini con peso molto basso alla nascita ed è stato dimostrato che è inversamente proporzionale al rischio di sviluppare allergia. E' inoltre aumentata la prevalenza delle donne fumatrici come è cresciuti il numero dei bambini obesi . Anche l'incremento della carica di acari nella polvere domestica e l'inquinamento atmosferico possono aver contribuito all'incremento delle allergie. L'uomo entra a contatto con una massa di virus, batteri e funghi, a livello cutaneo e delle mucose respiratorie ed intestinali. L'igiene, i vaccini, gli antibiotici svolgono un ruolo protettivo verso alcuni di questi microrganismi, quelli maggiormente nocivi. La lotta alle malattie infettive salva ogni anno milioni di vite. Le campagne di vaccinazioni di massa anti-vaiolo, poliomielite,difterite hanno avuto l'effetto di portare praticamente alla scomparsa queste patologie nei paesi occidentali. All'inizio del secolo, negli Stati Uniti, la mortalità per malattie infettive costituiva circa una quarto della mortalità globale ed era pari a circa 800 ogni 100mila abitanti per anno. Nel 1996 era scesa a circa 60. Nel 1900 circa il 10% dei bambini era destinato a morire nel primo l'anno di vita. Di questi il 62% moriva per gastroenterite, difterite, morbillo, febbre tifoide, polmonite, influenza, scarlattina, tubercolosi o pertosse. Oggi, negli Stati Uniti, la mortalità nei bambini di età inferiore all'anno è del 0.2 % e fra questi decessi quelli causati da malattie infettive sono scesi al 2%.