Perù, almeno sessanta morti in un disastro aereo

Il Boeing 737 partito da Lima ha fallito un atterraggio di emergenza nella giungla

Vincenzo Pricolo

da Milano

Almeno sessanta morti e venti feriti. Questo il bilancio, ancora provvisorio, dell’incidente aereo che si è verificato ieri nella giungla amazzonica, dove un Boeing 737-200 della compagnia di bandiera peruviana Tans, è stato costretto a un atterraggio di emergenza lungo una strada a causa di una forte tempesta.
A bordo dell’aereo, che era decollato da Lima ed era diretto a Pucallpa, a circa 830 chilometri a est della capitale, si trovavano 97 passeggeri e cinque membri d’quipaggio. L’incidente è avvenuto a meno di cinque chilometri dall’aeroporto di Pucallpa. All’inizio, secondo le prime notizie diffuse dal sito on line Perù.com e da alcune radio locali, il numero dei morti e dei feriti era imprecisato. Mentre lo stesso ministro dei Trasporti del Perù, Josè Ortiz, ammetteva di non essere in grado di stabilire il numero delle vittime, alcuni organi di informazione locali parlavano prima di due o tre morti, poi di cinque. Ma il bilancio era destinato ad aumentare notevolmente. Alcuni sopravvissuti, contattati da emittenti locali, hanno detto che il velivolo, a bordo del quale vi erano anche alcuni stranieri di nazionalità imprecisata e un gruppo di bambini, era andato completamente distrutto. I giornalisti delle radio locali giunti sul posto riferivano di almeno una ventina di feriti, molti dei quali ustionati. I poliziotti e i pompieri che sono intervenuti per prestare i primi soccorsi e che avrebbero salvato almeno 16 persone fra le quali un bambino hanno parlato di «scene dantesche».
E mentre il bilancio della tragedia si faceva via via più pesante, e il ministro dei Trasporti ancora diceva che «la maggioranza delle persone a bordo è sana e salva», il presidente peruviano Alejandro Toledo precisava che i morti erano almeno sessanta, alcuni dei quali sicuramente stranieri.
Non appena ricevuta la notizia l’unità di crisi della Farnesina si è messa in contatto con l'Ambasciata d'Italia a Lima per avere tutte le informazioni disponibili e sapere se a bordo dell’aereo vi fossero italiani. Ma nella tarda serata l’unità di crisi precisava che la lista dei passeggeri non era ancora disponibile.
Quello avvenuto ieri nell’Amazzonia peruviana è il secondo grave incidente aereo in meno di dieci giorni. Il 14 agosto scorso un Boeing 737 della compagnia cipriota Helios era caduto in Grecia provocando la morte di tutte le persone che aveva a bordo, 115 passeggeri e sei membri dell’equipaggio.