Altre 2 donne del Sofitel accusano Strauss-Kahn

La sera prima del presunto stupro l’ex capo del Fmi avrebbe invitato due
dipendenti dell’hotel "a bere champagne in camera". Il governo francese
si prepara al peggio ("Potrebbe scontare la pena in patria"), ma
l’avvocato ostenta sicurezza: "Sarà assolto"

Dominique Strauss-Kahn, ex direttore del Fondo Monetario internazionale, sarà assolto dalle accuse di stupro e aggressione sessuale. Detta così sembra una notizia, vero? Invece è solo quel che opina il suo avvocato, Benjamin Brafman, che trovandosi in viaggio in Israele, terra d'origine dei suoi genitori, come dice il suo cognome, ha concesso una pettoruta intervista al quotidiano Haaretz per dire quel che ogni bravo avvocato dice del suo cliente, soprattutto quando incassa lo spavento di bigliettoni che uno come Brafman, difensore a suo tempo di Michael Jackson dal reato di pedofilia e del rapper Jay Z, fa scucire agli sventurati che vanno a bussare alla sua porta. Dice cioè che sono innocenti; anzi, molto innocenti. Così innocenti che alla fine usciranno dal carcere con tante scuse. Quanto alle prove: bè, andiamo: che bisogno c'è delle prove se uno come Brafman dice che DSK «si dichiarerà innocente e alla fine verrà assolto»?

Altro non ha da aggiungere, di serio, lo spavaldo principe del foro per corroborare il suo pronostico. Se non che Dominique Strauss Kahn, ristretto come un pezzente in due locali e cucina (ma con comodo di solarium e biliardo in condominio) di un palazzo sulla Broadway, gomito a gomito con certi coinquilini che hanno i suoi stessi problemi con la Giustizia, «sta reagendo bene, nonostante le circostanze. E naturalmente non è affatto felice di essere accusato di fatti che non ha commesso».

Ma poiché ormai non c'è giorno che non porti la sua pena, nella vita di DSK, ecco un'altra cattiva notizia che dovrebbe guastare l'umore a lui e al suo spensierato avvocato. La notizia è che la sera prima della violenza sessuale esercitata sulla cameriera Ofelia, Strauss-Kahn avrebbe fatto delle avances, respinte, a due dipendenti dell'hotel, invitandole a condividere un bicchiere di champagne nella sua camera. Non è una notizia da poco, perché, se confermata, andrà a rafforzare ulteriormente l'impianto dell'accusa, che proprio sulla decisione -certo non operata a cuor leggero- assunta dalla direzione del Sofitel punta molte delle sue carte. Stando all'ufficio del Procuratore, infatti, non fu la cameriera a chiamare il 911 (l'equivalente del 113 in Italia) ma la direzione dell'albergo. Che evidentemente ritenne la versione della donna così attendibile da assumersi la responsabilità di sollevare uno scandalo internazionale. Perché Ofelia, come riferì da subito il suo avvocato Jeffrey Shapiro, non sapeva chi era il cliente della stanza 2806; ma la direzione sì!

Quanto all'esito del processo, è solo l'avvocato Brafman a mostrarsi ottimista. A trarre cattivi auspici dalla vicenda è perfino il governo francese, che per bocca del suo ministro dell'Interno, Claude Gueant, fa sapere che appoggerebbe una eventuale richiesta di DSK di scontare la pena in Francia: fattispecie prevista da un accordo di estradizione fra Washington e Parigi.

Quel che è sicuro è che Strauss-Kahn cercherà in ogni modo, anche scendendo a patti col Diavolo, di ribaltare la sua sorte. E poiché di modi ce n'è uno solo -screditare la sua accusatrice, accusandola di falso- ecco spuntare all'orizzonte (chiamata dall'ottimista avvocato Brafman) il grifagno profilo della "Guidepost Solutions", una compagnia di investigazioni che non lascerà nulla di intentato (dal rovistare nella sua biancheria sporca fino a spiarla dal buco della serratura, se servirà) per mettere in cattiva luce la cameriera Ofelia. Sotto la lente d'ingrandimento degli investigatori della "Guidepost" finiranno tutti gli aspetti della sua vita da quando era in Guinea a quando emigrò negli Usa, cercando fatti che si prestino alla bisogna e testi disposti a sputtanarla. Per esempio: con chi va a letto la dolce Ofelia? E ha solo un compagno? E che abitudini sessuali ha? E chi altri ha avuto nella sua vita? E che dicono di lei? Eccetera…). Insomma: un martirio. Ma inevitabile.