Altre quattro mucche morte Lunedì vertice in Procura

Anna Frangione

Ancora emergenza ambientale nella Valle del Sacco. Avvelenato un altro affluente del fiume, il Fosso del Mole, responsabile della morte di altre quattro mucche a Paliano, in provincia di Frosinone, avvenuta tra venerdì e sabato della scorsa settimana.
Gli agenti della Forestale hanno prelevato i campioni d’acqua e i sedimenti del terreno. Questo nuovo caso, che si aggiunge alla morte per avvelenamento di venticinque bovini nella zona di Anagni, rafforza la necessità di un’azione rapida ed efficace da parte dell’unità di crisi sull’inquinamento della Valle del Sacco.
Ancora non sono disponibili i risultati delle analisi sui campioni di tessuto e organi dei 25 capi di allevamento deceduti dopo aver bevuto l’acqua del torrente Rio Santa Maria, ma l’istituto zooprofilattico dell’Arpa, l’agenzia regionale protezione dell’ambiente sarà al lavoro anche oggi perché i risultati siano completi e consultabili al più presto. Per lunedì mattina le indagini dovranno essere a buon punto per essere discusse nel vertice alla Procura della Repubblica di Frosinone.
I carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) e del comando provinciale di Frosinone, i tecnici dell’Arpa Lazio e il vice commissario per l’emergenza Pierluigi Di Palma parteciperanno alla riunione, coordinati dal pubblico ministero Valeria Tommasini, titolare delle indagini. Troppo cianuro nelle acque dell’affluente Rio Santa Maria: gli investigatori sono convinti che la presenza della sostanza tossica sia la causa dell’ecatombe di bovini. Nella zona colpita quattro aziende che lavorano il ferro utilizzerebbero la sostanza tossica per pulire i materiali. I risultati delle indagini saranno discussi al vertice di lunedì mattina.
Una notizia rassicurante per i produttori di latte giunge dal vicecommissario per la crisi della Valle di Sacco, Pierluigi Di Palma. Eurolat, titolare del marchio Solac, potrebbe riaprire il dialogo con i produttori locali. «Il conferimento potrebbe riprendere già prima di mercoledì o giovedì», ha detto Di Palma. La società del gruppo Parmalat aveva preso la decisione di sospendere il rifornimento tra Colleferro e Ceprano, per poter fare analisi chimiche mirate, i cui esiti sembrano essere rassicuranti. Ma restano le preoccupazioni di chi il latte lo produce e se lo ritrova invenduto. Di Palma ha confermato che le perdite di questi giorni saranno risarcite: un piano ad hoc per l’emergenza inquinamento sarà presentato nei prossimi giorni agli allevatori. Ogni giorno che passa senza il ritiro nove tonnellate di latte rimangono inutilizzate. Un’altra battuta d’arresto per l’economia della zona, dopo il sequestro di 50 allevamenti per il ritrovamento di un pesticida, la cui produzione era sospesa da 30 anni. «Crediamo che sia necessario procedere a un controllo più severo e possibilmente permanente dei flussi inquinanti - afferma in una nota Franco Fiorito, consigliere regionale di Alleanza nazionale - e l’immediata attivazione del depuratore industriale, fermo da più di 20 anni, risolverebbe gran parte dei problemi attuali».