Altro che «sporchi» e «cattivi», l’offerta ibrida è ricca

Robusti e pesanti oltre che spesso anche iper-motorizzati, in principio i Suv non erano sicuramente esempi di sobrietà e d’indole ecologica.
Poi, qualcuno pensò che potessero diventare delle icone di quanto una marca del settore Premium – ma se vogliamo anche l’intero settore automotive – stava mettendo in cantiere per offrire automobili sempre più eco-friendly.
A varare questo programma fu la Lexus, che con la Rx aprì il capitolo della propulsione ibrida per questo tipo do vetture. Con la Rx400, diventata 450h nella generazione successiva, entrò in scena non solo un sistema propulsivo che garantiva consumi inferiori a quelli delle versioni spinte solo da motori termici ma anche un sistema di trazione integrale «intelligente», basato sulla presenza di due motori elettrici: uno sull’avantreno e uno sul retrotreno. Questa vettura, frutto del brand di lusso di casa Toyota, dalle nostre parti rimase senza concorrenza sino al 2009 quando debutto la Bmw X6 ActiveHybrid. Entrambe capaci anche di muoversi soltanto a Emissioni Zero, sebbene per brevi tragitti e nelle generazioni attualmente in vendita soprattutto specialmente quando chi guida imposta la specifica modalità, ora cominciano ad avere una certa concorrenza.
Infatti, con analoghi tipi di propulsione sono arrivate sia la Volkswagen Touareg e la Porsche Cayenne Hybrid sia l’Audi Q5. Lo schieramento, però, si annuncia in crescita. Infatti, all’ultimo salone di Detroit la Volvo ha presentato la sua proposta. Si tratta della Xc60 Plug-In, spinta da un sistema formato da un’unità a benzina e da una elettrica.
Quest’ultima, è alimentata da batterie agli ioni di litio che non solo si riforniscono di elettricità nelle fasi decelerazione e frenata ma che possono ricaricarsi anche dalla rete elettrica domestica grazie alla classica «spina».
La soluzione, oggi, è ritenuta fondamentale per ampliare l’autonomia garantita dalla modalità elettrica, ossia quella che conferisce alla stirpe dei Suv un’indole eco-amichevole. Proprio per questo motivo, sarà ripresa anche da modelli in arrivo a breve e medio termine.
Il sistema propulsivo ibrido anche nel settore dei Suv, così come in quello dei crossover e delle tradizionali vetture, è destinato a equipaggiare a breve e medio termine anche modelli che utilizzano motori turbodiesel anziché a benzina.
In ogni caso, la strada che tutte le case stanno dimostrando di seguire per offrire un’efficienza che concili il piacere della guida con l’abbattimento dei consumi e delle emissioni è quella che si basa su un sistema che offre varie modalità di funzionamento: solo con il motore termico, soltanto con quello elettrico oppure la boost – che entra in gioco quando chi guida decide di spingere a fondo per sollecitare il sostegno dell’unità elettrica nei confronti di quella termica - e quella in cui, trasformandosi in alternatore, quella elettrica recupera l’energia in frenata per immagazzinarla nella batteria, che può essere al nichel metal idruro o agli ioni di litio.