Ampliare gli scali Roma Urbe e Viterbo per integrarli nel sistema aeroportuale

L’inquinamento ambientale e quello acustico sono i principali problemi causati dallo sconsiderato abuso dell’aeroporto «Pastine» che coinvolge non solo gli abitanti del comune di Ciampino, ma anche quelli di Marino e Roma sud. I senatori Cosimo Ventucci, Angelo Maria Cicolani e Giulio Marini hanno messo a punto un disegno di legge che punta a una diversa regolamentazione del sistema aeroportuale della Capitale. Nella relazione che accompagna la proposta si parla, peraltro, dei significativi incrementi del traffico aereo commerciale, tendenza, questa, che verrà consolidata anche per i prossimi decenni. Il sistema aeroportuale della Capitale assorbe oltre un quarto del traffico nazionale. Da uno studio condotto dall’Enac emerge che la crescita del traffico aereo del bacino della Capitale è stimabile in circa 66 milioni di passeggeri/anno nel 2020, in circa 94 milioni nel 2030 e in circa 120 milioni nel 2040. Queste previsioni impongono di raddoppiare la capacità di offerta per far fronte alle esigenze dei prossimi 15 anni e di triplicarla per garantire le esigenze dei prossimi 30 anni. Infatti attualmente la capacità espressa dal sistema aeroportuale della capitale è di 35 milioni di passeggeri l’anno di cui 30 milioni di passeggeri relativi a Fiumicino e 5 milioni di passeggeri relative a Ciampino; si prevede che l’aeroporto di Fiumicino potrà garantire una capacità non superiore a circa 50 milioni di passeggeri nel 2020. L’aeroporto di Ciampino, nonostante le residue capacità delle infrastrutture, ha ormai raggiunto la massima capacità compatibile con il contesto ambientale e non potrà quindi ulteriormente sostenere lo sviluppo del trasporto aereo della Capitale. Da qui deriva l’urgenza di ampliare la capienza offerta dal sistema aeroportuale romano. «È pertanto necessario - spiegano Ventucci, Cicolani e Marini - individuare un nuovo aeroporto su cui indirizzare, tra l’altro, la quota di traffico generato dalle compagnie a basso costo e della corrispondente esigenza di delocalizzare in tutto o in parte il traffico che grava attualmente su Ciampino». «L’unico scalo che presenta potenzialità adeguate a sostenere livelli di traffico compatibili con le esigenze prospettate, sempre secondo lo studio Enac - fanno rilevare i tre parlamentari di Forza Italia - risulta essere l’aeroporto di Viterbo che, in virtù della sua posizione geografica e della conseguente configurazione delle rotte ad esso associate, risulta la soluzione ottimale per soddisfare le esigenze di incremento del traffico aereo». «Allo stesso tempo - spiegano Ventucci, Cicolani e Marini - si potrebbe inserire Roma Urbe nell’ambito del sistema aeroportuale della Capitale al fine di integrare il processo di sviluppo del traffico aereo relativo alla Capitale con un aeroporto che può essere specializzato nel settore business e in quello dell’aviazione istituzionale». Il disegno di legge di Forza Italia ha perciò lo scopo di inserire gli aeroporti di Viterbo e di Roma Urbe all’interno del sistema aeroportuale della Capitale secondo una logica di unitarietà di gestione.