Ancelotti fa tredici, Chelsea ancora goleada

Il 4-0 al Bolton è la terza goleada in tre partite per i Blues. Lo United (2-0 al Blackburn) resta a due punti. L'Arsenal batte il Tottenham nel<br />
derby e ora è terzo. I Reds di Benitez ko contro il Fulham: per Benitez decisiva la sfida di Lione per la Champions. Zola ultimo col suo West Ham

ANCELOTTI FA 13. «Don't stop me now», cantava Freddie Mercury. E «non fermatemi adesso» ripete sornione Carletto Ancelotti mentre fa 13 con il suo Chelsea: tredici gol fatti nelle ultime tre partite, zero subiti. Numeri da urlo, numeri da Milan di Capello. Numeri che gli valgono la riconferma del primo posto in Premiership (27 punti in undici gare) a due lunghezze dal Manchester United, e il primo posto nel girone di Champions League, ovviamente a punteggio pieno. Di certo non poteva fermarlo adesso il Bolton asfaltato sabato pomeriggio a domicilio. C'è voluto un tempo ai Blues per trovare la via di fuga. Poi, con il fallo da rigore e da espulsione di Samuel e la trasformazione dal dischetto di Lampard, come al solito il Chelsea ha rotto gli argini: Deco, l'autorete di Knight e il sigillo di Drogba (vicecapocannoniere in campionato) fissano il poker e tengono lontani i Red Devils.
ROSSI DI RABBIA E DI PASSIONE. Già, i Diavoli di Manchester. Quelli annichiliti dal Liverpool e che in questa stagione - privi di Tevez e Cristiano Ronaldo - faticano a dare la sensazione di armata possente a cui avevano abituato il pubblico di Old Trafford negli scorsi anni. Eppure gli uomini di Ferguson sono lì, tengono il passo di un Chelsea devastante e archiviano il Blackburn con il gol capolavoro di Berbatov in girata e il sigillo di Rooney per la sicurezza. Se i rossi di Manchester vincono senza entusiasmare, i Reds del Merseyside affondano sulle sponde del Tamigi. Il Liverpool che sembrava rinato dopo la vittoria sullo United della scorsa settimana, incappa in un 3-1 mortifero al Craven Cottage del Fulham, giovedì avversario della Roma in Europa League. I Reds vanno sotto, pareggiano con il solito, sontuoso Torres e poi si spengono: Benitez toglie El Niño e Benayoun (gli unici fari in campo nelle ultime settimane) e i padroni di casa non si fanno pregare a chiudere i conti con un paio di gol che valgono il 3-1 finale. Brutti segni anche le espulsioni nel finale di Carragher e Degen.
TERZI INCOMODI. Alle spalle del duo di testa, risale prepotentemente una squadra data dai bookmakers come tutt'altro che favorita alla vittoria finale. È l'Arsenal di Wenger, il laboratorio dell'adolescenza calcistica più interessante d'Europa. Via Adebayor, trattenuto Fabregas, valorizzato Van Persie. Et voilà i Gunners sono rinati. Il 3-0 nel derby di Londra Nord contro il Tottenham (Spurs non certo in un gran momento) rilancia i biancorossi di Highbury al terzo posto: 22 punti e un match da recuperare che - se vinto - potrebbe significare aggancio al Manchester United. Meno rosea invece la situazione del Manchester City, che non va oltre lo 0-0 a Birmingham e rimane a quota 19 (anche se, come i Gunners, con una partita da recuperare). La tripletta di Dindane lancia il Portsmouth nel 4-0 sul Wigan e per i Pompeys significa raggiungere il West Ham a quota 7 in fondo alla classifica. Gli Hammers di Zola, infatti, continuano il digiuno dalla vittoria che dura sin dal primo turno di Premiership: a Sunderland si sfiora quasi l'harakiri, con il West Ham in vantaggio per 2-0 e raggiunto dai padroni di casa in inferiorità numerica. Everton e Aston Villa non si fanno male (1-1 con rete dell'ex romanista Carew per gli ospiti).