Anche nella capitale si diffonde il coworking

Affittasi scrivania in ufficio condiviso dotato di collegamento wi-fi. In un’epoca in cui sono sempre più numerose le persone che lavorano da casa con l’ausilio del computer, prende piede anche nella Capitale il coworking. Un esperimento rivolto principalmente ai free lance in cerca di un posto dove svolgere la loro attività, ma non solo. Dal creativo all’esperto informatico, dal giornalista all’ingegnere aerospaziale, il popolo dei coworkers annovera tra le sue file una varietà sempre più ampia di figure professionali. Nato negli Stati Uniti nel 2005, e diffusosi rapidamente nel resto del mondo, il coworking è una realtà a metà strada tra un internet café e un ufficio vero e proprio. In sostanza si mette a disposizione degli utenti uno spazio provvisto di tutto l’occorrente per lavorare (stampante, fax, sala riunioni) all’interno del quale è possibile noleggiare una scrivania per un periodo di tempo più o meno lungo. Il cowo, così vengono comunemente chiamati questi uffici di ultima generazione, è il più delle volte un loft frequentato da professionisti che appartengono a settori differenti, mossi non solo dalla voglia di allontanarsi da casa, ma anche un aspetto puramente pratico. Tra gli habitués dei cowo figurano, per esempio, molti liberi professionisti che viaggiano per affari e trovano conveniente disporre di uno spazio nel quale vorare durante la loro permanenza in una determinata città.
Nella capitale gli uffici condivisi sono un fenomeno a livello ancora embrionale che però sta riscuotendo un notevole interesse. Tra questi spicca quello di 7th Floor, ai Parioli, dove per aggiudicarsi una postazione bastano 250 euro al mese. Prevista, poi, l’apertura a breve di un nuovo cowo nei paraggi di piazza Mazzini. Uno degli aspetti fondamentali del coworking è favorire il confronto fra gli individui per dare impulso a nuovi stimoli e opportunità lavorative. Il tutto in un ambiente flessibile, rimodulabile in base alle esigenze del momento, dove l’organizzazione degli spazi è gestita attraverso calendari condivisi in rete. Un ufficio simile a quello tradizionale, con tanto di sala ricreazione e macchinetta del caffé, pensato per chi non è in condizione di potersi permettere uno studio, o per coloro che ne hanno bisogno solo part-time.
Da Seattle a San Francisco, da Buenos Aires a Londra, e adesso anche nella Capitale, i cowo si moltiplicano a vista d’occhio. Quello degli uffici condivisi, infatti, rappresenta un business che fa gola a molti privati. Franco vuole trasformare il suo appartamento in Prati in uno di questi, e cerca su Internet coworkers interessati. Disponibile in rete (www.coworking.pbwiki.com) una lista di suggerimenti utili per chi intende avviarne uno a sua volta. E chissà che in futuro, si augurano gli affittuari di scrivanie, non si riesca a offrire spazi simili gratuitamente, grazie anche a investimenti pubblici, in modo da venire incontro alle esigenze dei cosiddetti nomadi del lavoro, che per motivi professionali sono costretti a continui spostamenti, o a chi invece ha il problema opposto, e che in teoria per lavorare non deve nemmeno uscire di casa.