Anche Parigi adesso molla Strauss-Kahn E le ministre dell'Ecofin chiedono le dimissioni

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Sarkozy chiede al suo entourage di non commentare la vicenda e di continuare a lavorare &quot;con coraggio e dignità&quot;. Il primo ministro francese Fillon: &quot;Se i fatti sono confermati, è un gesto gravissimo&quot;. E il caso divide l'Ecofin. Dalla <em>gauche</em> <strong><a href="/esteri/dalla_gauche_piu_sollievo_che_solidarieta/16-05-2011/articolo-id=523414-page=0-comments=1#commenta" target="_blank">più sollievo</a></strong> che solidarietà. <strong>Guarda <a href="/video/strauss-kahn_manette/id=strauss_kahn_manette" target="_blank">video</a>e le <a href="http://www.ilgiornale.it/fotogallery/id=3097-foto=1-slideshow=0" target="_blank">foto</a></strong>
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Parigi - Dopo che il tribunale di Manhattan ha deciso di lasciare Strauss-Kahn in carcere, anche il primo ministro francese Francois Fillon scarica il direttore del Fondo monetario internazionale. Se i fatti rimproverati a Dominique Strauss-Kahn dovessero essere confermati, infatti "si tratterebbe di un gesto gravissimo che non ha scusanti", avrebbe affermato Fillon durante una colazione di lavoro della maggioranza a Parigi, citato da uno dei presenti.

Sarkozy chiede coraggio e dignità Bisogna "continuare a lavorare, sangue freddo, coraggio, unità e dignità". Così il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha commentato il caso. Il presidente, che non si è mai pronunciato sul caso, ha anche chiesto al suo entourage, secondo quanto si apprende da fonti che hanno patecipato all’incontro, "di astenersi" da qualsiasi commento. Richiesta subito accolta dal ministro dell’Ecologia, Nathalie Kosciusko-Morizet, che ha annullato la sua partecipazione alla trasmissione Mots croises su France 2. "Le preoccupazioni della gente - ha detto Sarkozy secondo quanto riferito dai suoi collaboratori - sono le difficoltà della vità quotidiana. Noi dobbiamo condurre il Paese. Siamo delle rocce di solidità. Dobbiamo seguire questa linea abbiamo molto lavoro da fare"

Le ministre europee chiedono le dimissioni Il caso divide anche i ministri finanziari della Ue riuniti a Bruxelles. E se il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ha definito "indecente" aprire ora un dibattito sulla successione alla guida del’Fmi, a sollevarsi sono state le donne sedute al tavolo dell’Ecofin, che chiedono al direttore generale dell’Fmi di assumersi le proprie responsabilità e fare un passo indietro. "I crimini di cui è accusato Strauss-Kahn sono di una gravità straordinaria", ha commentato la ministra delle finanze spagnola, Elena Salgado, lanciando un monito a chi prende del difese del direttore generale dell’Fmi: "La solidarietà, almeno per quel che mi riguarda, andrebbe data alla donna che ha subito l’aggressione". La ministra austriaca, Maria Fekter chiede invece esplicitamente le dimissioni immediate di Strauss-Kahn: "Tenuto conto che i giudici hanno respinto la richiesta di libertà su cauzione, egli deve riflettere sui danni che questa situazione causa all’Istituzione", soprattutto in termini di credibilità. Più defilata la ministra francese, Christine Lagarde, il cui nome è tra quelli dei possibili successori alla guida dell’Fmi. "È una vicenda sconvolgente e dolorosa", ha detto, limitandosi a sottolineare come con o senza Strauss-Kahn il lavoro dell’Fondo andrà avanti.