Anche gli scrittori scoprono la class action per difendere i loro diritti

Google disposta a pagare una somma forfettaria per tutti i testi già presenti nel suo servizio «book serch». Solo così riesce a salvarsi dalle cause minacciate dagli editori Usa (e non solo) stufi di vedere i loro testi sfruttati gratuitamente sul web

Gli editori italiani interessati hanno tempo fino al 5 maggio per accettare i compensi forfettari predisposti da Google (il più grande motore di ricerca sul web) per i diritti d'autore sui testi digitalizzati e quindi utilizzati o utilizzabili dai naviganti della Rete. Questa offerta è il frutto della paura che una class action, minacciata dai più grandi editori americani, possa mettere in ginocchio l'azienda informatica diretta da Erich Schimdt. Saggi, racconti, testi scientifici ma anche romanzi che da tempo sono consultabili on line grazie al programma «book search» di Google verranno pagati. Con una somma forfettaria, ma pagati. La notizia arriva dalla Siae che si è calata nel ruolo di ambasciatore presso gli editori italiani. La Siae riferendo la direzione di Google ha chiesto alle società di tutto il mondo che amministrano i diritti d'autore e quindi anche alla Siae, di divulgare la notizia affinché gli scrittori e gli editori che potrebbero essere coinvolti nella transazione abbiano concreti elementi conoscitivi e di valutazione per poter decidere personalmente se aderire o meno.
L'accordo transattivo prevedere tra l'altro un rimborso di sessanta dollari per ogni titolo digitalizzato. Secondo la a Siae sono più di un migliaio i titoli italiani presi tra quelli disponibili nelle biblioteche americane, compresi vari best-seller nostrani. Tra quelli che soni stati già digitalizzati e resi disponibili su Google compaiono il politologo Angelo Panebianco, lo storico Ernesto Galli della Loggia, il sociologo Francesco Alberoni, il linguista Tullio De Mauro, il filosofo Gianni Vattimo, lo scrittore Tiziano Terzani e il giurista Stefano Rodotà. Numerosi anche i giornalisti, tra questi Indro Montanelli, Sergio Romano e Giorgio Bocca. Sono in rete anche numerosi esponenti del mondo politico italiano tra cui Romano Prodi, Giuliano Urbani, Giuliano Amato, Arturo Parisi, Giulio Andreotti e Giovanni Spadolini. Tra i libri digitalizzati di Google figura anche il vocabolario della lingua italiana Zingarelli. Alla lettera inviata ai suoi associati, la Siae ha anche allegato le regole da seguire concretamente per aderire alla transazione. La Siae spiega che «la transazione, se approvata dal Tribunale, autorizzerà Google a eseguire la scansione di libri e contenuti di libri protetti da copyright negli Stati Uniti e a gestire un database elettronico di libri. Tramite un registro dei diritti dei libri, stabilito dalla transazione, Google pagherà ai possessori dei diritti il 63% di tutti i guadagni provenienti da tali usi».
Il motore di ricerca inoltre, prosegue la Siae, «pagherà 34,5 milioni di dollari per costruire e finanziare le operazioni iniziali del «Registro» e per i costi di amministrazione della notifica e della transazione nonché un minimo di 45 milioni di dollari per i pagamenti in contanti agli aventi diritto dei libri e dei contenuti che Google sottopone a scansione prima della scadenza dell'eventuale rinuncia alla transazione». La Classe di Transazione include tutte le persone, in tutto il mondo, che possiedono un interesse di copyright Usa su qualsiasi libro o contenuto. I libri non incudono periodici, scritti personali, spartiti e opere di pubblico dominio i governative.
Gli editori e gli scrittori interessati, come scrive la Siae, hanno a disposizione quattro possibilità: possono restare nell'ambito della transazione e quindi vincolati dalle regole stabilite dal tribunale, opporsi alla transazione o commentarla (entro la già citata data del 5 maggio), rinunciare alla transazione e mantenere così il diritto di citare in giudizio Google individualmente (rinuncia che deve essere formulata per iscritto sempre entro il 5 maggio), presentare una rivendicazione per un pagamento in contanti.