Ancora troppi gli incidenti stradali

rigenerazione del midollo spinale, organizzato dalla Fondazione Giorgio Brunelli. Il fondatore di questa onlus è il professor Brunelli, docente di ortopedia all’università di Brescia ed acuto studioso di rigenerazione neuromuscolare. É stato candidato al Premio Nobel nel 2006 da Rita Levi Montalcini. Alla fine degli anni Ottanta con la moglie Luisa Monini, presidente della fondazione,medico e ricercatrice, si è posto come obbiettivo lo studio della riparazione del midollo spinale e la diffusione di una nuova cultura scientifica, correlata alle numerose problematiche della disabilità (paraplegia, tetraplegia), conseguenza degli incidenti stradali.
A Brescia per questo incontro sono giunti i più grandi esperti in neurorigenerazione, tra questi, l’israeliano Aaron Ciechanover, premio Nobel 2004 per i suoi studi sulla degradazione delle proteine, studi che hanno consentito di mettere a punto nuove cure per il mieloma ed alcune forme di leucemie. Altri scienziati: Michael Thaut dell’università del Colorado, presidente della Società scientifica che impiega la musica come strumento di riabilitazione neurologica, Al Azhar, dell’università del Cairo, Klaus von Wild, dell’università di Munste. Al centro delle relazioni le lesioni del midollo spinale .
In Italia le fratture alla colonna vertebrale per incidenti sono ogni anno 1100 e 120mila le persone costretteall’uso di una carrozzella. Lo scorso anno gli incidenti stradali mortali sono diminuiti del 33%, rispetto al 2001, passando da 7.096 a 4.237. Un risultato migliore della media dei 27 paesi che ha registrato un calo del 28%, ma inferiore alla buona performance di Lussemburgo, Francia, Portogallo e Spagna che hanno quasi dimezzato il numero dei morti sulle strade. Performance in peggioramento per Romania e Bulgaria che nel 2008 hanno registrato un aumento degli incidenti mortali rispetto al 2001. Slovacchia e Polonia non hanno fatto progressi significativi. L'Italia, entro il 2015, non dovrebbe superare le 3.100 vittime l’anno, con una riduzione ogni anno del 9%.
Il rapporto Istat del novembre 2010 rileva che gli incidenti stradali rilevati in Italia nel 2009 sono stati 215.405 ed hanno causato oltre alla morte di 4.237 persone, 307.258 feriti. Ogni giorno si sono verificati circa 600 incidenti stradali che hanno causato la morte di 12 persone e il ferimento di altre 842. La maggior parte di questi sono giovani al di sotto dei 24 anni d’età. La domenica, con 1.014 decessi, è il giorno in cui si muore di più ( il 19% del totale), il mese listato a lutto è luglio (498 in termini assoluti, 16 in media giornaliera), le ore più a rischio sono quelle comprese tra le 14 e le 17, il maggior numero di decessi si registra tra la mezzanotte e le 6, nelle giornate di venerdì e sabato (i morti e i feriti del venerdì e del sabato notte sono rispettivamente il 42% e il 46% circa del totale ). Le cause responsabili degli incidenti stradali sono: il mancato rispetto della segnaletica, la guida distratta, la velocità, il mancato rispetto della distanza di sicurezza. Un’ emergenza sociale da affrontare con vari mezzi.I giovani under-30 sono spesso convinti di saper gestire il rischio. Niente di più sbagliato. Sono proprio loro le vittime ed i principali responsabili di incidenti che causano la morte di altre persone. Come aumentare il senso di responsabilità verso se stessi e gli altri?
Sicuramente l’essere rimasti coinvolti in un incidente con pesanti conseguenze fisiche, insegna molto e può trasformare chi ne è colpito, in veri e propri testimonial di guida sicura. L’ obiettivo della lotta alle stragi sulle strade italiane punta sulla prevenzione. La comunicazione riveste un ruolo di importanza strategica per creare una cultura della «mobilità sicura». Va migliorata la rete di sicurezza stradale ma occorrono soprattutto campagne di sensibilizzazione e strategie di prevenzione. I nostri giovani devono capire che è pericolosissimo, per la propria vita e per quella altrui, mettersi al volante sotto l’effetto di bevande alcoliche e droghe. Le lesioni al midollo spinale devono essere evitate, non vi sono cure effcaci, grandi speranze sono oggi alimentate dalle cellule staminali.