Andronik Nikol'skij

Si chiamava Vladimir ed era figlio di un diacono del governatorato di Jaroslavl’. Studiò in seminario e all’accademia teologica di Mosca. Era ancora studente quando prese i voti monastici col nome di Andronik. Nel 1895 venne ordinato sacerdote e due anni dopo fu inviato come missionario in Giappone. Nel 1906 diventò vescovo di Kyoto. Nel 1908 fu richiamato in Russia, dove assunse il vescovato di Tichvin. Era un asceta severo e nelle mani non gli restava mai nulla, dal momento che donava ogni cosa ai poveri. Nel 1913 venne creato vescovo di Omsk; l’anno seguente gli fu conferita la cattedra di Perm’. Nella sua diocesi si occupò in particolare dell’aspetto culturale della religione, girando instancabile e predicando. Nel 1918 diventò arcivescovo e in tale carica dovette fronteggiare la rivoluzione bolscevica. Subito arrivò il decreto di separazione della Chiesa dallo Stato, che significava sottomissione totale della prima al secondo. Andronik protestò energicamente contro la confisca dei beni ecclesiastici e usò il suo pulpito per tuonare contro il nuovo regime. Naturalmente, i bolscevichi non si fecero attendere. A metà giugno gli agenti della famigerata Ceka lo trassero in arresto e lo portarono via. Nell’interrogatorio cercarono di ridurlo a più miti consigli, ma l’arcivescovo Andronik rimase fermo nelle sue posizioni. Non gli fecero neanche il processo. Lo fucilarono tre giorni dopo. Aveva quarantotto anni. Ora, se permettete, vorrei segnalarvi l’uscita del primo numero della rivista di apologetica teologica “Fides Catholica” (Borgo Ognissanti 42, 50123 Firenze).
www.rinocammilleri.it