Angelo di Furci

Nacque sul finire del XIII secolo a Furci, oggi in provincia di Chieti. I suoi genitori tenevano tantissimo a essere allietati da numerosa prole ma, di bambini, non riuscivano ad averne neanche uno. Così, fecero voto al Cielo di consacrare al servizio del Signore tutti quelli che per grazia sarebbero arrivati. La grazia fu finalmente concessa e nacque Angelo. I genitori, contentissimi, appena il piccolo fu giunto in età scolare lo affidarono all’educazione dell’abate del monastero agostiniano di Cornaclano. Per inciso, l’abate era zio di Angelo, essendo fratello di sua madre. Così, Angelo crebbe in quel monastero. Ma senza mai sapere del voto che i suoi avevano pronunciato. Quando ebbe diciotto anni dovette far ritorno a casa per l’improvvisa morte di un suo zio. Dopo poco tempo, a funerali conclusi, i parenti cominciarono a imbastire progetti matrimoniali per l’ormai adulto Angelo. I genitori, a quel punto, non si sentirono di tirar fuori la storia del loro voto. Si chiesero, infatti, che diritto avessero di obbligare il figlio a rispettare un impegno che avevano preso solo loro. Ma accadde che, di lì a poco, il padre di Angelo si ammalò. Sentendosi in fin di vita, l’uomo rivelò al figlio tutto quanto. Angelo, allora, decise di tornare in monastero e prendere i voti. I superiori di Vasto lo mandarono a studiare teologia e filosofia a Parigi. Quando rientrò in Italia come maestro teologo venne mandato a insegnare nel collegio che gli agostiniani tenevano a Napoli. In questo incarico rimase per tutta la vita, rifiutando anche un’elezione a vescovo. Morì verso il 1327.