Anidride carbonica più che dimezzata nell’aria di Roma durante i week-end

L’antico adagio secondo cui il mattino ha l’oro in bocca non è più vero o non è sempre vero. Non lo è certamente per quanto riguarda la presenza di anidride carbonica che si respira la mattina nei centri urbani. Che l’aria delle città in particolari condizioni di clima e di traffico risulti irrespirabile è esperienza comune. Ma ora a dircelo con dati alla mano sono i risultati di un’indagine promossa dall’Istituto di Biometeorologia del Cnr di Firenze, pubblicata nel volume «Clima e cambiamenti climatici. Le attività di ricerca del Cnr», che riporta 205 ricerche recenti in vista della Conferenza nazionale sul clima che si terrà il 12 e 13 settembre prossimi. La rilevazione ha preso a campione Firenze e Roma impiantando in centro, sulla Torre Calandrelli che sovrasta l’Ufficio centrale di ecologia agraria al Collegio Romano e sulla sommità dell’Osservatorio Ximeniano di Firenze (rispettivamente a 56 e a 38 metri dal livello della strada), un’apparecchiatura costituita da un anemometro sonico e da un analizzatore di gas a percorso aperto. La tecnica è quella della «correlazione turbolenta» normalmente impiegata per le foreste e gli ecosistemi agricoli. «A livello italiano è la prima volta che viene misurato il flusso di anidride carbonica in ambito urbano», dice Francesco Vaccari del Cnr. Una innovazione importante in quanto prima d’ora non esistevano misurazioni, sebbene le città e i territori urbanizzati, che occupano il 2% delle terre emerse, siano responsabili del 97% delle emissioni di anidride carbonica prodotta dall’uomo. I risultati evidenziano come Roma sia una forte sorgente di emissioni di anidride carbonica, soprattutto nel periodo invernale quando sono accesi i riscaldamenti domestici. Le emissioni durante l’estate si abbassano del 13%, mentre i volumi di traffico «non rilevano stagionalità». In linea con il senso comune anche i dati relativi ai valori registrati nell’arco della settimana, con punte nei giorni feriali e cadute durante i fine settimana. Ma a Roma la riduzione dei flussi di anidride carbonica è del 53%, mentre a Firenze non supera il 22%. Una differenza che si spiega col fatto che a Roma, diversamente da Firenze, nel centro storico sono prevalenti uffici ed edifici commerciali. Ma il valore più alto di anidride carbonica si registra nelle prime ore del mattino. Per il traffico e per la turbolenza dell’aria, particolarmente sensibile nelle strade strette, paragonate dagli studiosi del clima a canyon. Durante la notte quando la temperatura scende, in condizioni di calma di vento, il gas si deposita negli strati bassi, ma alle prime ore del mattino, vento e temperatura più elevata rimescolano l’aria e trasportano l’anidride carbonica nell’atmosfera.