Anticoli si conferma il paese d’arte

Nell’alta Valle dell’Aniene, su uno sperone dei Monti Ruffi, è sorto lentamente sulla roccia il paese del Lazio più amato da artisti e letterati sin dall’Ottocento quando alcuni vi si trasferiscono e molti vi soggiornano (tra i frequentatori Picasso, Kokoschka, Rodin, Elsa Morante, Luigi Pirandello) e si presenta ancora oggi nel suo centro storico come una grande scultura naturale. Nel X secolo Anticoli Corrado era un villaggio fortificato attorno al perno della rocca. Attraverso le varie fasi di espansione e sovrapposizioni ha conservato la qualità spontanea della sua identità; in modo quasi casuale dal XIX secolo si è andato configurando un grande spazio di aggregazione, punto di contatto tra vecchio e nuovo insediamento, la piazza delle Ville, dalle quinte edilizie eterogenee, la più ampia tra quelle dei centri della zona. Nel 1926 Arturo Martini creava per essa una fontana, un gioiello di grazia «neoromanica» in dialogo con la chiesa di San Pietro (XI sec.), un po’ defilata rispetto alla piazza.
È la stessa chiesa che nel 1924, appena arrivato da Roma, lo scultore aveva affittato e trasformato in studio. Da qui, con una breve passeggiata tra edifici impennati su pareti di pietra, scale e archi che sembrano dipinti da Emanuele Cavalli (anticipando così il piacere della visita alla mostra), si arriva in pochi minuti al Palazzetto Brancaccio, oggi sede del Museo Civico, proprietario di una ricca collezione di opere di artisti che hanno vissuto nel paese o vi sono passati.
Fino al 9 settembre il museo ospita il secondo appuntamento con le «carte scoperte» dell’Archivio della Scuola Romana - nato nel 1983, oggi con sede istituzionale nel Casino dei Principi di Villa Torlonia - e con una scelta di lavori realizzati tra 1918 e 1945 da Oppo, Francalancia, Nino e Pasquarosa Bertoletti, Ferrazzi, Trombadori, Socrate, Raphaël, Guzzi, Capogrossi, Fausto Pirandello, Ziveri, Amato, al quale è riservata una saletta.
In questa nuova occasione, dopo la prima mostra a Villa Torlonia, i curatori, Francesca Romana Morelli e Valerio Rivosecchi, hanno voluto dare rilievo alla carica emotiva scaturita dalla spinta centrifuga che dalla capitale spingeva fuori porta, spesso per necessità economica, proponendo un ambiente culturale ed affettivo, non solo la produzione artistica dei protagonisti.
D’altronde i pittori, gli scultori, i poeti arrivati ad Anticoli di certo non vi trovarono la solitudine - forse non la cercavano -, vista la trama fittissima e ancora vitale dei rapporti con la gente del luogo. Ne conserva, ad esempio, una memoria emozionata Paolo Bertoletti, nipote di Nino (il quale sposò una modella di Anticoli divenuta pittrice), che tratteggia un Fausto Pirandello timido e introspettivo, guidato dalla moglie anticolana con attitudine manageriale; una Pasquarosa determinata e presente sul mercato e invece la difficoltà di Nino Bertoletti nel separarsi dalle opere; i rapporti di varia amicizia del gruppo. Lettere, riviste, appunti, schizzi, fotografie, permettono al visitatore di leggere, letteralmente, le tracce di un tessuto fertile di relazioni tra artisti, critici, editori, di individuarne volti e disposizioni d'animo. Oltre la mostra, oltre i paesaggi e le visioni spaesanti, i ritratti e le nature immobili tra le due guerre, il viaggio prosegue alla scoperta delle risorse permanenti di questo sorprendente museo civico.
Info: 0774-936657