Antoniozzi, il nome per una Roma europea

Andrea Cuomo

E venne il giorno della terza punta: Alfredo Antoniozzi. Sarà lui il candidato di Forza Italia alla poltrona di sindaco di Roma. Il suo nome si aggiunge a quelli di Mario Baccini dell’Udc e di Gianni Alemanno di An come anti-Veltroni. Lo hanno annunciato ieri i numeri uno e due del coordinamento nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto, d’intesa con la coordinatrice regionale, Beatrice Lorenzin, e con il responsabile per la campagna elettorale del Lazio, Giorgio Simeoni, al termine di un vertice con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Antoniozzi sarà presentato ufficialmente domani alla riunione del gruppo dirigente di Lazio1.
Una scelta, quella di Antoniozzi, che raccoglie molti consensi all’interno del partito. «Antoniozzi - fanno notare Lorenzin e Simeoni - è una persona che ha sempre lavorato attivamente e instancabilmente per la città di Roma». «Antoniozzi - dicono il capogruppo di Forza Italia alla regione Raffaele D’Ambrosio, i suoi vice Gianni Sammarco e Stefano De Lillo - rappresenta in modo efficace l’impegno di Forza Italia per la Capitale: è ricco di esperienza maturata al comando della macchina amministrativa capitolina, grande conoscitore dei problemi della città, da sempre vicino ai cittadini di Roma». «La sua scelta è un riconoscimento al gruppo europeo», fa notare Antonio Tajani, che come Antoniozzi è eurodeputato. Alza il tiro il consigliere regionale Antonello Iannarilli: «La candidatura dell’eurodeputato Alfredo Antoniozzi al Campidoglio riveste un’importanza strategica per tutto il nostro Partito che alle prossime elezioni amministrative potrà contare su un uomo di grande esperienza politica, amministrativa e un sensibile interprete delle istanze del partito. Alfredo è un moderato, che finora ha brillantemente espresso, a Roma, nel Lazio e in Europa, i valori della cultura e della tradizione cristiana cui si ispira l’azione di Forza Italia». «È una persona di alto profilo e di grandi capacità politiche - garantisce il deputato azzurro Mario Masini - da sempre attivo sul territorio laziale e romano in particolare, con la sua esperienza e la conoscenza dei reali problemi della Capitale, i romani avranno la possibilità di vivere una Roma diversa e migliore». Pasquale De Luca, capogruppo di Forza Italia al Campidoglio, vede in Antoniozzi qualcosa in più rispetto agli altri due nomi della Cdl, perché «è l’unico candidato ad aver già fatto l’assessore al Comune e alla Regione ed è un grande conoscitore dei problemi della città», mentre Paolo Barelli, vicepresidente dei senatori azzurri, parla di «scelta positiva, nel segno della continuità e dell’autorevolezza». «Quella di Antoniozzi è una ottima candidatura e sicuramente di un livello appropriato alla sfida elettorale», aggiunge Carlo Pietropaoli, vicepresidente del Municipio Roma XIX e Dirigente romano di Forza Italia.
Ma consensi arrivano anche dal resto della coalizione. Per tutti citiamo il coordinatore regionale di An, Francesco Aracri: «Ora con Antoniozzi abbiamo un attacco a quattro punte (contando anche Mario Cutrufo della Dc, ndr). Più sono i candidati, maggiore sarà la mobilitazione contro Veltroni. Dall’Udc si leva invece la voce un po’ piccata del capogruppo regionale Luciano Ciocchetti: «A questo punto ognuno corre per sé e vincerà il progetto che riuscirà a prendere il consenso dei cittadini». Ciocchetti parla a nome di un partito un po’ deluso, perché «come Udc da tempo auspicavamo che Forza Italia potesse condividere un percorso comune sulla candidatura del ministro Baccini».
E il centrosinistra? La prende a ridere. «È la conferma che alla destra romana del Campidoglio e del governo della capitale non interessa nulla», butta lì l’europarlamentare romano Ds Nicola Zingaretti. «Avanti il prossimo. Speriamo il modulo si fermi alle tre punte, altrimenti sarà necessario predisporre una scheda supplementare per contenere tutti i candidati del centrodestra», commenta il coordinatore politico dei Verdi Paolo Cento. Alla loro ironia risponde Francesco Giro, consigliere politico di Sandro Bondi: «A sinistra la paura fa 90!. Invece di fare dell’ironia sui nostri candidati a sindaco di Roma, la sinistra dovrebbe ogni tanto aggiornare la contabilità sui molti pretendenti alla corona di Romano Prodi».