Gli anziani in poltrona per quattro ore al giorno hanno un elevato rischio di mortalità prematura

La sedentarietà va combattuta con determinazione per non mettere a serio rischio la salute. Il movimento è fondamentale, la mancanza di attività fisica provoca danni mortali. Coloro che hanno l’abitudine di passare ore ed ore inattivi tutti i giorni seduto davanti al computer o leggendo, o semplicemente alla guida dell’auto, non solo vanno incontro a conseguenze gravi come obesità, trombosi, ma hanno un rischio di morte prematura più alto del 46 per cento e la possibilità, quasi doppia, di incorrere in malattie cardiovascolari. La conferma arriva da uno studio australiano, pubblicato sulla rivista scientifica Circulation condotto dai ricercatori del Baker di heart and diabetes institute di Victoria. Per quasi 7 anni hanno monitorato costantemente salute e stile di vita di più di 8mila persone (maschi e femmine dai 25 anni in su). Secondo i risultati emersi un’ora in più al giorno trascorsa a guardare telefilm o documentari è associata al rischio di mortalità per tutte le cause dell’11 per cento, al pericolo di perdere la vita a causa del cancro del 9 per cento ed alla morte per una malattia cardiovascolare del 18 per cento. Ma non è tutto: rispetto alle persone che passano solo due ore al giorno davanti al teleschermo, quelle che ne trascorrono più di 4, hanno un rischio di morte prematura del 46 per cento per tutte le cause. E la possibilità, dell’80 per cento, di incorrere in una malattia cardiovascolare.
«È uno studio interessante e per la prima volta si correlano parametri come visione della tv, sedentarietà e mortalità cardiovascolare», afferma il professor Stefano Carugo, direttore della Cardiologia presso il Pio Albergo Trivulzio di Milano. «Indubbiamente la tv porta a fare meno attività fisica. Ma vi sono anche altre situazioni come per esempio lo stare seduti troppo a lungo al computer, alla play station o alla guida dell’auto, in cui il movimento è scarso. Il punto vero è la sedentarietà che queste situazioni comportano. Muoversi poco vuol dire non attivare la circolazione corporea. Il sangue ristagna e può portare ad infarti, ictus e trombosi agli arti inferiori, patologie tipiche di chi non si muove». Ma c’è sedentarietà e sedentarietà. «Quest’ultima può essere attiva», aggiunge Carugo. «Vale a dire, mentre sei seduto puoi muovere le gambe. Oppure scrivi, usi la testa. L’impegno cerebrale brucia energia. Va ridotta la sedentarietà passiva. L’esercizio fisico va fatto almeno per mezz’ora al giorno».