Apicella: "Tutti mi boicottanoper l’amicizia con BerlusconiE adesso faccio la fame..."

Lo chansonnier dell’ex premier da stasera è uno dei concorrenti più discussi dell’<em>Isola dei Famosi</em>: l'intervista con Mariano Apicella

La chitarra non se la può portare, ma spera che Berlusconi trovi lo stesso il tempo di guardarlo. Mariano Apicella, lo «chansonnier» dell’ex premier, il menestrello che ha trovato fama e nel contempo scherno a causa dell’amicizia con Silvio, da stasera sarà uno dei protagonisti più discussi dell’Isola, il reality di Raidue. Insomma, da «posteggiatore» (che non significa parcheggiatore ma, in napoletano, uno che prende le mance suonando) a naufrago. Un triplo salto mortale per uno che si guadagnava da vivere cantando nei club e che «ora vuol riscattare la propria immagine». In effetti, visto come è stato dipinto in questi anni, ha qualcosa da svelare: quantomeno la semplicità di un uomo grato per la fortuna che gli è capitata. Lo incontriamo, con i suoi capelli ben impomatati, il cerone in viso e i modi di fare gentili (somiglia proprio al suo mecenate), mentre posa per i fotografi poco prima di prendere il volo per l’Honduras.


Scusi, Apicella, ma perché un dipendente di Berlusconi deve andare a guadagnarsi da vivere patendo la fame su un’isola?
«Questo è uno dei pregiudizi su di me: tutti credono che grazie a Silvio sia diventato un milionario».


Invece?
«Invece ho uno stipendio normale. E spero che il reality mi porti un po’ di lavoro, ma soprattutto che mi permetta di far conoscere alla gente il vero Mariano».


E cioè?
«Una persona onesta, magari simpatica, un artista che sa cantare bene e che ha avuto la fortuna di essere scoperto da un uomo molto importante. Dico a tutti quelli che mi criticano: e se mi avesse scoperto Mogol? Invece di massacrarmi, magari mi avrebbero osannato...».


Insomma, si sente vittima di pregiudizi al contrario...
«Certo. Io non posso lavorare proprio in quanto amico di Berlusconi. Non mi invitano in Tv, mi boicottano i concerti: hanno detto falsamente che quello che dovevo tenere al Teatro degli Arcimboldi a Milano è saltato per mancanza di spettatori. Non mi fanno neppure reclamizzare l’ultimo disco scritto con Silvio (titolo Il vero amore)».


Beh, se ne è parlato tanto...
«Ma non in Tv. Neppure a Mediaset hanno voluto che lo presentassi, temevano le reazioni della critica».


E, alla fine, quante copie ha venduto?
«Non si può ancora sapere, è uscito a novembre... Il primo ne vendette 45mila».


Quando scrivete i testi?
«Durante i weekend o le vacanze in Sardegna... Nei momenti di relax».


Domanda ovvia: le serate con le signorine?
«Io ho visto sempre e solo cene eleganti».


Ma Berlusconi era contento della sua scelta di partecipare al reality?
«No, secondo lui non era una buona idea. Era un po’ preoccupato perché sa che ho paura di buttarmi dall’elicottero. Però ovviamente mi ha detto di fare quel che mi pare».


Che cosa le mancherà di più sull’isola?
«Le sigarette e, ovviamente, il cibo».


Si potrà consolare cantando con Malgioglio...
«Ah l’adoro, l’ascolto da sempre, ho molti suoi dischi».


Dica la verità: se Berlusconi fosse ancora premier non sarebbe andato sull’Isola...
«Ma no, avevo già detto di sì prima che lasciasse».


E le è dispiaciuto?
«Molto. È stato un grande premier, il problema è che gli altri politici gli hanno impedito di fare quello che aveva in mente. Infatti si è visto che con l’arrivo di Monti la situazione non è migliorata...».


Visto che lei lo vede da vicino, ora le sembra più contento?
«Più rilassato, ma non sta certo fermo, fa mille cose e prepara la riscossa. Spero che alle prossime elezioni si ricandidi».


Insomma per lei chi è Berlusconi?
«Per me è come Mina, ce n’è uno solo».