Archeologia, scoperta a Ostia una nave dell'età imperiale

Il ritrovamento, avvenuto durante le indagini<BR> preliminari alla realizzazione di un ponte,<BR> consente di determinare che duemila anni fa<BR> il litorale romano era arretrato di circa quattro<BR> chilometri rispetto a ora. Gli esperti: il restauro<BR> sarà delicatissimo. Il ministro Galan: per le cose<BR> importanti i soldi ci sono

Un ritrovamento eccezionale, che rivelerà uno spaccato della vita di duemila anni fa sull'antico litorale romane: un nave, databile alla prima età imperiale, è stata ritrovata a Ostia Antica, durante il rifacimento di un ponte. La scoperta è importante soprattutto perché rivela con esattezza che all'inizio dell'era cristiana la linea di costa era arretrata di circa quattro chilometri rispetto a quella attuale.
L'imbarcazione è affiorata durante le indagini preliminari concordate - che si effettuano nelle zone a maggiore rischio archeologico - per la realizzazione del nuovo Ponte della Scafa, che collega Ostia a Fiumicino, nel comune di Roma.
«L'archeologia preventiva per le opere pubbliche ci consente di far convivere le esigenze di valorizzazione e tutela dei reperti con le necessità dei cittadini», ha spiegato Paola Germoni, direttore scientifico dei lavori, presentando la scoperta alla stampa. Al momento sono affiorati 11 metri della fiancata, non si vede la poppa, nè la prua, ma sono stati ritrovati pezzi di cordami. Per capire se era un'imbarcazione fluviale o marittima, bisognerà aspettare che si ritrovi la chiglia.
«La scoperta è una novità - ha sottolineato Anna Maria Moretti, Sovrintendente archeologico di Roma e Ostia Antica - perché a questa profondità, quattro metri dall'attuale piano di campagna, non è mai capitato di trovare un'imbarcazione ma solo stratificazioni o una struttura. Il reperto è databile alla prima età imperiale vista la mancanza di parti in metallo nelle congiunture. Il restauro è delicatissimo - ha poi aggiunto - il reperto viene costantemente ricoperto d'acqua perché il legno non si secchi. Va trattato con una metodologia sofisticata, un'altra archeologa si unirà alla nostra equipe». «Siamo di fronte a un documento archeologico eccezionale che si studierà per decenni. Penso che questa imbarcazione sia precedente ad altre che sono custodite nel museo delle navi di Fiumicino», ha osservato Roberto Cecchi, commissario delegato per l'area archeologica centrale di Roma e Ostia Antica, definendo l'attività di archeologia preventiva «un discorso di civiltà».
Sul luogo degli scavi è arrivato a sorpresa il ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan, che ha definito il ritrovamento «da brivido». «Un'operazione complessa e importante - ha sottolineato il ministro - un grande risultato dell'archeologia preventiva se si pensa a quante cose come questa sono andate disperse».
Il ritrovamento ha per il momento bloccato i lavori del ponte della Scafa. «Si tratterà di aspettare e vedere cosa c'è. Ci mancherebbe altro che non ci si fermasse davanti al ritrovamento di una nave che ha quasi 2mila anni. In questo c'è l'assoluta collaborazione del Comune di Roma», ha detto il ministro Galan che si è espresso anche su un eventuale impegno economico del ministero: «Quando ci sono cose importanti i soldi ci sono».