Arriva il nuovo dispositivo contro l'aritmia Si potrà fare anche la risonanza magnetica

Tecnologie sempre più avanzate, per i disturbi del ritmo cardiaco. Aumentano i benefici per il paziente. L'Ospedale Sant'Anna di Como, nell'area della stimolazione cardiaca è in prima linea. Nella divisione di cardiologia del nosocomio comasco, diretta da Carlo Campana, il team del Laboratorio di elettrofisiologia, guidato da Gianluca Botto, presidente dell'Associazione italiana di aritmologia e cardiostimolazione (Aiac), lo scorso 15 aprile, ha eseguito un doppio intervento di impianto, del primo e unico defibrillatore cardiaco, compatibile con la risonanza magnetica, in ogni parte del corpo. Fino ad oggi, i defibrillatori disponibili non consentivano al paziente di sottoporsi a questa indagine diagnostica, efficace per accertare la presenza e l'evoluzione di diverse patologie. Come quelle che colpiscono l'apparato cardiaco nelle sue varie parti.
«Abbiamo effettuato l'impianto di questo innovativo defibrillatore, compatibile con la risonanza magnetica, a due pazienti, rispettivamente di 59 e 81 anni con scompenso cardiaco a rischio di morte improvvisa»,spiega il dottor Gianluca Botto.
«Gli interventi, molto semplici, si sono conclusi con successo. Circa il 63 per cento delle persone con defibrillatore cardiaco, potrebbe avere la necessità di sottoporsi, entro dieci anni dall'impianto, ad un'indagine di risonanza magnetica, un esame clinico che sta diventando ormai fondamentale per potere effettuare una corretta diagnosi di molte malattie. Rispetto ai precedenti dispositivi, la nuova tecnologia consente al paziente di accedere alle indagini di risonanza magnetica e, pertanto, di scoprire eventuali condizioni patologiche potenzialmente letali». Un defibrillatore impiantabile è un piccolo dispositivo salva vita, indicato per i soggetti che già hanno avuto o che sono a rischio di arresto cardiaco, dovuto a fibrillazione ventricolare: in Italia ne vengono impiantati circa 12.500 all'anno, di cui quasi 2300 in Lombardia. Viene posizionato sottopelle, appena sotto la clavicola, con un'operazione chirurgica che ha una breve durata, attraverso due elettrocateteri. Trasmette informazioni dal cuore al dispositivo. Quando necessario, conduce gli impulsi elettrici al muscolo cardiaco. Si tratta dell'unico dispositivo in grado di riconoscere una tachiaritmia ventricolare maligna e di erogare automaticamente una terapia elettrica immediata, in pazienti a rischio di morte cardiaca improvvisa. La nuova tecnologia impiantata al Sant'Anna e in contemporanea in 70 centri di eccellenza italiani (Evera MRI SureScan, non è sperimentale, da poco autorizzata CE, disponibile su tutto il territorio italiano, a partire da questo mese), è dotata di un algoritmo esclusivo di riduzione degli shock, che permette al dispositivo di distinguere le alterazioni del ritmo cardiaco pericolose, da quelle innocue. Questo consente di eliminare l'intervento non necessario del defibrillatore, riducendo il tasso delle scosse inappropriate del 98 per cento l'anno. Infine, il sistema comprende anche un nuovo monitor esterno di telemedicina che, collocato a casa del paziente, trasmette i dati diagnostici direttamente all'ospedale, utilizzando la tecnologia cellulare per la telefonia mobile globale.