Arte, dal bozzetto di Michelangelo alla scultura italiana del XXI secolo

Mentre i <em>Lottatori</em> arrivano ai Musei Capitolini, a Milano è in mostra l'arte contemporanea. Tra pittura, scultura e fotografia, questi gli appuntamenti del fine settimana

Michelangelo ai Musei Capitolini C'è tempo solo fino al 5 dicembre per ammirare a Roma I due lottatori, bozzetto in terracotta di Michelangelo ricomposto nella nella forma attuale solo nel 1926. L'opera è in genere a Firenze, a Casa Buonarroti, ed è stato spesso messo accostato a una scultura commissionata dai Medici che avrebbe affiancato il David davanti a Palazzo Vecchio. I due lottatori, quindi, sarebbero Ercole e Caco, anche se per l'autore della ricomposizione, Johannes Wilde, l'opera era uno studio per un gruppo allegorico per la tomba di Giulio II, che avrebbe dovuto fare da pendant al Genio della Vittoria.

L'impressionismo italiano Parallelamente alla mostra allestita al Petit Palais di Parigi, la Pinacoteca di Palazzo Marra a Barletta dedica un'esposizione al pittore Giuseppe De Nittis, che proprio in questa città è nato. Fino al 16 gennaio sarà possibile vedere le opere grafiche dell'artista, qui conservate. Le 43 incisioni completano la variegata produzione artistica di De Nittis (nota soprattutto per gli splendidi dipinti), un aspetto poco conosciuto ma non minore, dell’opera del maestro. Nei fogli delle incisioni in mostra, si possono ammirare la prodigiosa sicurezza della mano e l’ occhio infallibile, l’eleganza che è stata la sua cifra espressiva, la squisitezza formale, la sapienza luministica, la maliziosa e tenera penetrazione psicologica che costituiscono il suo intimo pregio e che fanno di questo maestro un artista originale e inconfondibile.

Arte contemporanea a Roma e Milano Il Macro, il museo d'arte contemporanea di Roma inaugura proprio questa settimana una dozzina di nuove mostre, una delle quali Laboratorio Schifano espone 2.895 opere, inedite, di Mario Schifano, tra polaroid, fotografie, fotocopie a colori, spesso dipinte, allestite insieme a immagini manipolate tratte da giornali e riviste, fogli di appunti, per ricostituire idealmente e fisicamente il laboratorio creativo dell’artista, anche grazie alla presenza di filmati inediti. Senza dimenticare lo spazio dedicato all'artista inglese Antony Gormley, tra i più stimati scultori contemporanei, in cui si possono ammirare, per la prima volta in Italia, più di 80 lavori su carta realizzati dal 1981 a oggi, molti dei quali inediti. Quattro importanti sculture accompagnano le tavole svelando la trasmigrazione della linea dalla superficie della carta allo spazio architetturale ad essa strettamente collegato. Intanto a Milano si guarda al futuro con La scultura italiana del XXI secolo, mostra che espone 80 opere di altrettanti artisti, tutti nati nella seconda metà del secolo scorso, dagli ormai storicizzati Nunzio e Dessì, agli esponenti delle generazioni più recenti, quali Cattelan, Bartolini, Dynys, Arienti, Moro, Beecroft, a quelle ancora più giovani, con Cecchini, Sissi, Demetz, Cuoghi, fino alle ultimissime come Sassolino, Simeti,
Previdi, Gennari. La rassegna, alla Fondazione Arnaldo Pomodoro fino al 20 febbraio, testimonierà quella che si potrebbe configurare come "la nuova tendenza della scultura", che oggi è diventata la disciplina più difficile da definire: i linguaggi si sono definitivamente ibridati, i codici tradizionali sono stati abbandonati negli ultimi trent’anni, e quella che era la disciplina artistica più "certa" nelle definizioni è divenuta di fatto la più incerta. Sempre a Milano, la Fondazione Prada presenta un progetto inedito di John Baldessari: The Giacometti Variations, un’installazione che consiste in 9 sculture di resina e acciaio, spruzzate di bronzo, ciascuna alta 4,5 metri. Ispirate allo scultore svizzero, le enormi figure femminili, fuori scala, con la loro altezza portano all’estremo il carattere sottile e emaciato dei loro corpi: la visione di un manichino monumentale, il cui look è ispirato ad archetipi d cinema e moda, ma anche alla contaminazione tra arte e pubblicità. 

Una settimana all'insegna della scienza Torna anche quest’anno a Genova il Festival della Scienza. Fino al 7 novembre l’ottava edizione della manifestazione si focalizzerà sul tema dello spazio. La parola chiave sarà Orizzonti, metafora del traguardo, irraggiungibile della scienza. Il programma di quest’anno prevede oltre trecento eventi, che animano l’intero centro del capoluogo ligure, dalle piazze ai palazzi storici, dai musei ai teatri. Tutti gli eventi – dai laboratori per grandi e piccini alle lectio magistrali e alle conferenze di personalità autorevoli nel mondo scientifico, dagli spettacoli alle mostre – sono organizzati in sei aree differenti, a seconda del loro contenuto: orizzonti dell’uomo, orizzonti della luce e della materia, orizzonti della tecnologia, orizzonti della vita, orizzonti dell’universo e orizzonti delle idee.