Gli artisti, la guerra e le sfide della pace

È il tema della libertà al centro della mostra «War is over 1945-2005. La libertà dell’arte da Warhol a Cattelan», a cura di Giacinto Di Pietrantonio e Maria Cristina Rodeschini Galati, alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo. Si celebra la libertà conquistata in Europa con la fine della guerra presentando un centinaio di opere di artisti che si sono confrontati con i drammi del conflitto e i conseguenti mutamenti degli assetti politici, sociali e culturali ancora in corso. L’esposizione è articolata attraverso una serie di sale dedicate ognuna a un tema e costruita attraverso un dialogo tra opere moderne e contemporanee: ad esempio Giacomo Balla, Alighiero Boetti, David Hammons, Costa Vece nella sezione «Popoli di tutto il mondo unitevi»; Paul Klee, George Grosz, Fabio Mauri, Christian Boltanski per «Degenerare-Generare»; Jean Fautrier, Alberto Burri, Anselm Kiefer in «Ostaggi». La mostra si conclude con una sezione distaccata intitolata «Orizzonte del futuro» in cui un comune oggetto, il tavolo, sede deputata al negoziato, diventa metafora del dialogo tra le differenze: qui, al Palazzo della Ragione, gli artisti sono Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Chen Zhen, Carlos Garaicoa, Meschac Gaba. Inoltre i curatori hanno chiesto a dodici artisti di progettare un manifesto affisso in città (tra questi Vedovamazzei, Enzo Cucchi, Paola Pivi, Irwin, Jan Fabre, Gilberto Zorio). L’idea parte dal manifesto War is Over-if you want realizzato da Yoko Ono e John Lennon e ispirato a un famoso brano composto da John Lennon nel 1972. Nel catalogo (Silvana Editoriale) diversi studiosi scrivono testi che accompagnano le diverse sezioni tematiche: Giorgio Galli ad esempio scrive del nazismo e dell’arte cosiddetta «degenerata»: all'origine di questo atteggiamento individua «la convinzione, tratta da Gobineau che il “meticciato” porta alla rovina le civiltà» e prosegue «nell'ambito della “degenerazione” provocata dal “meticciato” i nazisti attribuiscono particolare rilievo a tale influenza ebraica». Di Hitler (di cui in mostra vengono esposti alcuni acquerelli) Galli evidenzia l’influenza della cultura esoterica che permeava «altri leader di primo piano del nazismo». A questo proposito risulta molto interessante l’opera di Piotr Uklanski The Nazis (1998), 164 ritratti di star del cinema che hanno interpretato militari nazisti: l’opera ha suscitato molte polemiche, l’artista è stato accusato di evidenziare l’aspetto glamour del nazismo. Ugo Morelli indaga l’intreccio etimologico che lega il termine «ostaggio» con gli antitetici concetti di «ospite» e «ostile». Enzo Rutigliano segue il concetto di «rivoluzione» da quando comincia a indicare i turbamenti politici alla fine del ’600 fino alle Rivoluzioni francese e russa per concludere con la rivoluzione totale è la liberazione dell’io.