Atlanta ha fatto da apripista La riabilitazione costa 500 dollari al giorno

Secondo i fondatori del campus formare un bravo medico ha costi sociali troppo alti per poi perderlo L'esperienza spagnola a cui si ispira l'Italia

Sono negli Stati Uniti i centri di riferimento per l'assistenza ai medici - e altre categorie - con dipendenze. Ma anche la Spagna, a Barcellona, ha una sua clinica. Ecco come lavorano.

QUI ATLANTA

«Il posto dove i guaritori vanno per essere guariti»: è lo slogan del Talbott Recovery Campus, fondato ad Atlanta 38 anni fa dal dottor Douglas Talbott con lo scopo specifico di assistere e riabilitare i medici che hanno problemi con alcol e droghe. Oggi praticamente ogni Stato americano ha un proprio programma specializzato per dottori, ma il centro Talbott rimane un modello. Anche in Italia, per i promotori del progetto Helper di Torino.

Ad Atlanta sono partiti da una convinzione: formare un bravo medico ha costi sociali troppo alti, per poi perderlo a causa di una dipendenza. Nato per i dottori di tutte le specializzazioni, attualmente il campus offre percorsi dedicati anche per infermieri, dentisti (hanno un accesso molto facilitato alle sostanze psicotrope), veterinari, farmacisti, terapisti, psicologi, piloti, avvocati, manager, militari. I professionisti della sanità rappresentano comunque il 30-35 per cento dei pazienti della clinica. Dopo la fase di disintossicazione si passa al ricovero vero e proprio, che dura circa 60 giorni, in camere doppie. Qui gli assistiti comprano e cucinano il cibo che consumano. Seguono la terapia individuale e di gruppo, in alcuni casi differenziata per genere, e partecipano a sedute con la famiglia. La terapia continua anche oltre il ricovero e sono previste consulenze per superare i traumi psicologici e affrontare le questioni legali. Infine i pazienti fanno volontariato aiutando i senzatetto della città.

Il prezzo della riabilitazione è di circa 500 dollari al giorno. Oltre agli Stati Uniti iniziative simili sono attive in Canada, Australia e Nuova Zelanda.

QUI BARCELLONA

In Europa l'unico progetto mirato per medici è il Paime di Barcellona, con cui Helper sta già collaborando. Un servizio vicino a quello spagnolo è stato ideato dalla Federazione dei medici svizzeri, che ha aperto però solo una linea telefonica per le richieste di aiuto dei colleghi. Mentre in Gran Bretagna ci sono gruppi di supporto psicologico. Il Paime (Programa de atención integral al médico enfermo) è nato nel 1998 su iniziativa dell'Ordine professionale della città catalana e tratta dipendenze e disturbi comportamentali. La riservatezza è assoluta: al paziente è assegnato uno pseudonimo fin dalla prima telefonata e il vero nome resta sconosciuto sia agli altri assistiti sia ai terapisti.

Il programma catalano è gratuito e possono usufruirne tutti i dottori in attività e iscritti all'Ordine. Ci sono tre modi per accedere. Su base volontaria, su iniziativa dell'Ordine nell'ambito di un procedimento disciplinare quando ci sia stata una denuncia formale o il disturbo del professionista sia evidente. Oppure attraverso una «comunicazione confidenziale» al presidente dell'Ordine da parte di un collega (che ha il dovere deontologico di denunciare), un amico o un familiare del dottore che ha questo tipo di problemi. La segnalazione può arrivare infine dai superiori del futuro paziente, che decidono di rivolgersi al Paime per trasformare il processo sanzionatorio in un processo di recupero. Il centro ha alcune strutture ambulatoriali e una clinica per la degenza e gli esperti di Barcellona forniscono anche assistenza al medico per reinserirlo nel suo vecchio posto di lavoro o, se serve, in un nuovo posto ma nell'ambito della stessa specializzazione. Il centro Helper sarà il gemello italiano del Paime.

CBas