Atletico, la prima volta contro l’Eta Ma la curva fischia il minuto di silenzio

La squadra di Bilbao, simbolo dei baschi, rompe un tabù e rende omaggio all’ultima vittima del terrorismo

da Madrid
L'omicidio dell'assessore socialista nei Paesi Baschi sembra aver cambiato qualcosa nella tumultuosa regione spagnola. A riconoscerlo è stato perfino il mondo del calcio. Con una decisione senza precedenti, l'Athletic Bilbao, club simbolo della regione, ha scelto di dedicare un minuto di silenzio alla memoria di Isaías Carrasco prima dell'inizio della partita contro il Real Valladolid. L'onore, che in passato veniva concesso solo al ricordo delle stelle della squadra, è stato però ridotto dall'arbitro a otto secondi. Parte dei 32.000 tifosi presenti nello stadio del San Mámes, hanno infatti iniziato a fischiare e a gridare «fuori, fuori», l'arbitro ha così deciso di interrompere lo storico omaggio. Le grida provenivano dalla curva solitamente occupata dai tifosi legati alla sinistra indipendentista radicale.
L'episodio è un sintomo della spaccatura che divide la società basca, che vede contrapposti i settori della sinistra estremista detta «abertzale», che sostiene più o meno apertamente i terroristi e quelli del resto della società che sembra ogni giorno più lontana dal mondo dell'Eta. Braccata dalla polizia, l'organizzazione terroristica è tornata ad ammazzare a sangue freddo nei paesi baschi dopo cinque anni. A sangue freddo ma contro una vittima inerme e non certo di primo piano.
Un fatto, che dimostrerebbe l’incapacità di portare a termine attentati di maggiore entità. Secondo gli esperti in antiterrorismo, la brutale uccisione di Carrasco è anche un sintomo chiaro della debolezza operativa dell'Eta. Dopo che le trattative per una fine pacifica con il governo Zapatero sono fallite, la polizia è riuscita a sgominare ben quattro «comandos», le cellule stagne in cui si dividono i terroristi. Grazie a un fondamentale accordo con la Francia, la polizia spagnola è sicura di aver ridotto la banda ad un solo comando, il Vizcaya. Ma se il braccio militare è in difficoltà, quello politico è stato quasi reciso. Fu Aznar a iniziare a usare la mano dura, rendendo illegale Batasuna. Ora Zapatero sta facendo lo stesso con Anv e con il Pctv (Partito comunista della terre basche), accusati di proseguire l'azione di Batasuna.
Dall'unanime coro di condanna politica si era astenuta solo Anv (Asociacion Nacionalista Basca). Il partito è in corso di «ilegalización», sta, cioè, per essere messo fuorilegge perché ritenuto l'erede di Batasuna, il braccio politico dell'Eta, ormai illegale.
Ma il silenzio è costato caro. I suoi soci di governo in alcuni comuni baschi, Eb (Ezquer Batua), hanno annunciato che oggi stesso scinderanno qualsiasi alleanza politica, lasciando il braccio politico di Eta sempre più solo. Senza i soldi provenienti dalla politica e con la maggior parte dei suoi integranti braccati dalla polizia, Eta è sempre più debole. Non sono in pochi quelli che adesso pensano che, se si riaprirà una nuova possibilità di dialogo con il governo spagnolo, questa volta Eta dovrà mettere sul tavolo l'abbandono della lotta armata.