Attacco precoce al diabete

I nuovi ipoglicemizzanti orali, come i glitazonici, evitano per anni le più gravi complicanze cardiocircolatorie e oculari

Novità sul diabete arrivano dallo studio internazionale Adopt (Diabetes outcome progression trial) condotto su 4.360 pazienti europei e americani mai trattati con farmaci e pubblicato sul New England journal of Medicine.
I pazienti reclutati sono stati suddivisi in tre gruppi: il primo è stato sottoposto a trattamento con rosiglitazone; il secondo con metformina e il terzo con glibenclamide. La popolazione in esame è stata seguita per un periodo variabile da quattro a sei anni. I parametri di controllo valutati sono stati il controllo della glicemia, la resistenza all’insulina e la funzione delle beta-cellule del pancreas, elementi fondamentali per verificare l’efficacia del trattamento nel tempo.
I risultati dello studio dimostrano che rosiglitazone risulta maggiormente efficace rispetto a metformina e glibenclamide nel ritardare il totale calo del controllo della glicemia, valutata sia con i valori del glucosio nel sangue, sia attraverso la misurazione dell’emoglobina glicosilata (ovvero del glucosio legato all’emoglobina presente nei globuli rossi). L’attività terapeutica protratta di rosiglitazone sarebbe da collegare al meccanismo d’azione del farmaco, che rispetto ai trattamenti di controllo assicura una miglior sensibilità dell’organismo all’insulina. Rosiglitazone è risultato associato ad un aumento di peso corporeo, edema e riduzione dell’ematocrito, metformina ad una maggiore incidenza di effetti gastrointestinali e glibenclamide ad aumento di peso ed ipoglicemia. La percentuale di eventi cardiovascolari è risultata simile tra la metformina e rosiglitazone, più bassa tra i pazienti trattati con glibenclamide. Secondo il professor Francesco Giorgino, cattedratico di endocrinologia a Bari, questo studio dimostra, prima di tutto, la capacità di alcuni farmaci ipoglicemizzanti di tenere sotto controllo la glicemia non per mesi ma per anni.
Viene inoltre delineato il profilo di sicurezza di ciascuno dei farmaci ipoglicemizzanti orali studiati. Se il rosiglitazone risulta associato a un maggior rischio di edema e di aumento di peso - prosegue il professor Giorgino - va tuttavia sottolineato che l’aumento di peso non rappresenta un indice di deterioramento del controllo metabolico, ma al contrario potrebbe essere addirittura un parametro di efficacia di questa terapia». Il professor Domenico Cucinotta sostiene che il rosiglitazone abbassa i livelli della glicemia e agisce anche sull’aterosclerosi.