Con Audiradio che caos gli ascolti

Poi, i dati auditel possono non essere considerati come la Bibbia. Ma sapere ogni giorno quanti telespettatori hanno visto una trasmissione e, addirittura, il calcolo dell’ascolto minuto per minuto, aiuta moltissimo sia gli autori televisivi, sia tutto il mondo di coloro che fanno la televisione, sia soprattutto i pubblicitari che devono pianificare gli investimenti ragionando sugli ascolti. Funziona un po’ come per noi dei giornali. A seconda di quante copie si vendono, la pubblicità ha una diversa appetibilità per gli investitori e, di conseguenza, costi differenziati. Poi, non è detto che così tanta attenzione agli ascolti minuto per minuto aiuti allo stesso modo la qualità dei programmi.
Ebbene, tutto questo - che per la tv è normalità - per la radio è pura utopia. Perchè le misurazioni di Audiradio, la società che un tempo veniva riconosciuta da tutti, ormai sono carta straccia e fra le emittenti è guerra senza che ci sia un organismo certificatore degli ascolti riconosciuto da tutti. In pratica, un tempo le rilevazioni venivano fatte attraverso interviste telefoniche in cui veniva chiesto qual era l’emittente ascoltata nei giorni precedenti, con il risultato che la risposta spesso non era sull’ascolto effettivo, ma sul marchio che veniva maggiormente ricordato. Poi si passò ai diari, una specie di memoriale dei propri ascolti radiofonici, dove l’ascoltatore-tester scriveva su un brogliaccio quali erano i programmi ascoltati, annotando il tutto ogni quarto d’ora. Ma, anche in questo caso, al di là del modello un po’ volontaristico, dai diari uscirono dati troppo alti per essere veri e comunque poco affinati.
Ora, occorrerà trovare una soluzione. Che non può prescindere da una rilevazione con un meter. Nell’era dell’elettronica e dei computer pensare di rilevare la radio con la penna d’oca è qualcosa di impensabile. Anche se ci hanno pensato.