Aung San Suu Kyi rinuncia al voto

La leader dell'opposizione birmana non andrà a votare il 7 novembre, dopo che la giunta militare ha escluso dalle elezioni la sua Lega Nazionale per la Democrazia

Yangon - La leader dell’opposizione birmana, Aung San Suu Kyi, ha rifiutato il permesso speciale per andare a votare il 7 novembre che le era stato concesso dalla giunta militare al potere nel Myanmar, ex
Birmania. Lo ha reso noto il suo avvocato, Nyan Win.

Agli arresti domiciliari da 18 mesi Il 24 settembre, il nome dell'icona per la democrazia era stata inserito nella lista degli elettori a Yangon - ex Rangoon - dove Su Kyi è costretta agli arresti domiciliari. La giunta militare ha escluso dal voto la sua Lega Nazionale per la Democrazia che nel 1990 aveva vinto le ultime elezioni a stragrande maggioranza ma al quale era stato impedito di assumere il governo. A Suu Kyi, che ha trascorso 15 degli ultimi 21 anni agli arresti domiciliari, è stato vietato di candidarsi inserendo nella costituzione una clausola che nega questo diritto a chi ha sposato uno straniero. La premio Nobel per la pace, vedova di un cittadino britannico, concluderà l’attuale condanna a 18 mesi di arresti domiciliari il prossimo 13 novembre.